Legge Gelmini: la vergogna del Palazzo
Il decreto Gelmini è diventato legge dello Stato. Una pagina nera della democrazia italiana è stata scritta. Fuori dal Palazzo assediato, studenti, genitori e professori erano i testimoni muti dell’arroganza di una politica incapace di ascoltare i cittadini.
Alle 10,36 di questa mattina l’agenzia Ansa rilanciava la notizia: il decreto Gelmini è diventato legge.
++ SCUOLA: SI’ SENATO A CONVERSIONE DECRETO, E’ LEGGE ++ VOTA A FAVORE LA MAGGIORANZA, CONTRO PD, IDV E UDC (ANSA) – ROMA, 29 OTT – Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 controri e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non e’ stato modificato dai senatori e ora e’ legge. (ANSA). SES 29-OTT-08 10:36 NNN
Nonostante un numero impressionante di cittadini studenti e cittadini professori da giorni chiedessero non solo al governo, ma anche all’opposizione, di fare tutto il possibile per impedire la devastazione dell’istruzione pubblica italiana. La maggioranza ha scelto di trasformare la democrazia in potere.
La vicenda del decreto Gelmini non deve essere circoscritta alla sola ‘materia istruzione’. Perchè è l’ennesimo segnale, in tempi molto ravvicinati, di un modo di intendere la vita democratica che non ha precedenti nella storia repubblicana italiana.
Il Parlamento, anche in anni lontanissimi, ha sempre tenuto conto dei sentimenti più profondi del Paese. L’opposizione è sempre stata capace di far comprendere ai cittadini contrari alla linea dell’esecutivo di esser lì, nella stanza dei bottoni, per difenderne ideali ed interessi.
Oggi fuori dal Palazzo, chi continua ostinatamente ad opporsi non ha nell’anima, nel profondo del cuore, nelle pieghe più intime dei sentimenti alcuna fiducia non solo in chi governa adesso, ma anche in chi potrebbe farlo domani. Nessuna fiducia in maggioranza ed opposizione.
E’ un fatto gravissimo per la tenuta democratica della nazione, non è pensabile in nessuna democrazia compiuta che milioni di cittadini non si sentano rappresentati.
Il risultato della ‘modernizzazione’ italiana e della ‘semplificazione’ del sistema politico ha dei responsabili. In prima persona Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.
Dalla sconfitta di oggi non nasceranno i garofani rossi che liberarono Lisbona, le urla felici che videro crollare la vergogna del muro di Berlino, l’esplosione di libertà che accompagnò la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana.
Perchè dalle delusioni nulla nasce di buono.
Domani un popolo intero marcerà per le strade di Roma in difesa di una scuola già ferita a morte. Il giorno dopo, fatto inconsueto. Non un soccorso al moribondo, ma la veglia al defunto.
Si spera che “Nè rossi, nè neri, solo liberi pensieri” diventi lo slogan di un’Italia veramente moderna, sinceramente semplice.
Non sappiamo se questo avverrà, ma certamente faremo di tutto perchè accada. Adesso con il dolore nel cuore.
Roberto Barbera


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