La riforma Gelmini avanza
Approvato il decreto in commissione
E’ arrivato, con i soli voti della maggioranza, il parere favorevole della commissione Affari Costituzionali del Senato al decreto Gelmini sulla scuola in discussione a Palazzo Madama.
Un via libera che ha visto Partito democratico, Italia dei valori e Udc votare contro e denunciare profili a loro avviso incostituzionali del decreto.
“A nostro avviso – ha spiega la senatrice del Pd, Mariangela Bastico – non ci sono i requisiti di necessità e urgenza, il maestro unico viola le competenze delle autonomie locali e inoltre ci sono pochissimi fondi per la sicurezza scolastica. In ogni caso, genitori, docenti e studenti hanno capito di che cosa stiamo parlando: di un testo che nemmeno si può definire riforma, che è fatto solo di tagli, che in tre anni lascia a casa 134.000 persone tra docenti e addetti alle scuole, dieci volte gli esuberi che erano stati previsti per Alitalia”.
“Ci batteremo contro questo testo – ha concluso – con gli strumenti che il regolamento ci consente e con il Paese che, comunque, sta dalla nostra parte”.
“Noi ci siamo opposti fermamente a questo decreto – ha detto il senatore Idv Pancho Pardi – e siamo a fianco di professori e studenti che in tutta Italia si stanno mobilitando. Una mobilitazione che è testimonianza di una salute civica, fa parte delle gioie della democrazia”.
A difendere il testo il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza, che sottolinea come ci fossero tutti i presupporti di necessità urgenza perché “alcune delle norme contenute in questo decreto, dall’inserimento dell’educazione civica al voto in condotta, hanno applicazione in questo anno scolastico, mentre la parte sul maestro unico ha bisogno di un tempo ampio di messa a punto”.
Intanto ieri Piero Bernocchi, il portavoce dei Cobas, ha annunciato “che lo sciopero generale di venerdì sarà il più partecipato di tutta la storia del sindacalismo antagonista” e che la manifestazione di Roma sarà “la più grande che abbiamo mai organizzato”.
“Da tutta Italia – ha spiegato Bernocchi – una marea di lavoratori convergerà a Roma, con una massiccia presenza di docenti, Ata, studenti e genitori impegnati a impedire la distruzione della scuola programmata da Tremonti e Gelmini”. Bernocchi ha ricordato “i catastrofici tagli di 200 mila posti di lavoro, la riesumazione dell’anacronistica maestra unica, l’espulsione in massa dei precari”.
Ad aprire il corteo, ha spiegato il portavoce dei Cobas, sarà lo striscione “No alla distruzione della scuola”. “Anche gli operai sciopereranno in difesa dei salari, della scuola e dei servizi pubblici – ha concluso Bernocchi – contro la strage che ogni giorno si compie nei posti di lavoro: sarà un’iniezione di fiducia per milioni di cittadini che vogliono invertire le catastrofiche politiche liberiste”.


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