La moda dei sogni
I giornali di moda dovrebbero farci sognare, ma in Italia non accade più da molto tempo. Uno sguardo a Vogue USA per ritrovare i tempi perduti
La moda è fatta per sognare e per suggestionare, e così anche i giornali di moda. Nel nostro Paese, tuttavia, i cosiddetti “femminili” – con rare eccezioni – si dedicano più al gossip cheap, al chiacchiericcio, a interviste a veline e letterine. Si sono ormai dimenticati del “costume” e di tutto l’immaginario e la storia che hanno accompagnato la moda fin dalla sua nascita, che viene fatta risalire alla seconda metà dell’Ottocento con Charles Fréderic Worth, inglese trapiantato in Francia, considerato l’inventore della Haute Couture e sarto personale dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, e della sua corte, dal 1864.
Bisogna sfogliare Vogue USA di ottobre, la Bibbia del fashion, per recuperare un po’ del senso perduto. La copertina, innanzitutto, è dedicata non a un’anonima modella o alla solita star, ma ad un’attrice che viene definita “la più smart” (intelligente) di Hollywood: Rachel Weisz.
Weisz, sconosciuta a molti in Italia, ha vinto per un film sull’Africa (“The Constant Gardener”) un Golden Globe e un Oscar come attrice non protagonista. Nata a Londra da una famiglia di intellettuali – suo padre è un inventore ungherese e sua madre una psicoanalista nata a Vienna – ha studiato letteratura inglese a Cambridge e co-fondato un gruppo drammaturgico studentesco chiamato “Cambridge Talking Tongues”, che ha vinto uno Student Drama Award della rivista The Guardian al Festival di Edimburgo.
Oggi Rachel, 37 anni, un compagno e un bambino, rappresenta quello che moltissime giovani donne vorrebbero essere, per la sua intelligenza of course, ma anche per la bellezza naturale, intensa, anticonformista (nella sostanza) e da eterna ragazza. Ecco perché Vogue USA non poteva non dedicarle l’ambitissima cover.
Veniamo ora al suo look, che anticipa alcune delle nuove tendenze per l’inverno. Il make-up è leggero e luminoso, i capelli come asciugati al vento e il maglione di lana moher una trama colorata da indossare in quasi tutte le occasioni. Uno stile così apparentemente “normale” che lascia spazio all’immaginazione della lettrice e che può essere reinventato da chiunque senza perdere l’allure di magia che avvolge la bella Rachel. Un connubio perfetto.
Il servizio di moda, invece, ritrae gli staff di Dior, Christian Lacroix, Chanel, Jean Paul Gaultier, Givenchy, con la giovane modella Natalia Vodianova. L’effetto creato dal fotografo Patrick Demarchelier, nella foto di apertura del servizio dedicata a Dior, è quello di un ritratto in bianco e nero di Richard Avedon degli anni Quaranta e Cinquanta. La modella e gli artigiani, tutti in grembiule bianco, a ricordare le persone e il lavoro che stanno dietro a un bel vestito. Maestrie ed esperienze, però, sempre più in via di estinzione. Ed ecco l’effetto nostalgia per il tempo perduto delle nostre nonne, sarte, ricamatrici, “capaci di un’arte” già da bambine.
L’effetto presente, d’altra parte, arriva con il servizio sui designer che creano capi esclusivi ispirati a Barack Obama, il nuovo uomo che sta facendo sognare gli Stati Uniti e gran parte del mondo. Una forma di militanza che ha conquistato stilisti come Alexandre Wang, Marc Jacobs, Narciso Rodriguez e personaggi very popular come George Clooney, Halle Berry e Sarah Jessica Parker. A pagina 336, poi, l’ultima sorpresa (almeno per noi lettori italiani) che svela il “secondo segreto” dopo la moglie Michelle, di una parte del successo di Obama: la sua consigliera tostissima Valerie Jarrett. Chi ne aveva sentito parlare prima?
Francesca Lancini


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