Italiani: farmaci che passione
Un articolo per ‘Tu inviato’
Il farmaco diventa cultura e consumo di massa, sostanza dalle proprietà miracolose.
Gli italiani hanno piena consapevolezza dell’importanza dei farmaci, da anni è infatti aumentata la propensione a informarsi su argomenti connessi alla salute.
“Gli abitanti del Belpaese si sentono più informati e abili nel destreggiarsi fra sciroppi, pillole e fiale rispetto ai propri genitori”. Lo rivela un’indagine del Censis presentata a Roma nel ‘Forum per la ricerca biomedica’ (ossia il progetto del Censis su sanità, salute e ricerca che promuove, ogni anno, studi e pubblicazioni, confronti pubblici e seminari specialistici rivolti ai referenti politici e istituzionali).
La ricerca ha rilevato che il 54 per cento della popolazione intervistata possiede una maggiore attitudine a raccogliere informazioni utili per una corretta assunzione dei farmaci; il 52 per cento, invece, si attribuisce una maggiore dimestichezza e consapevolezza nella scelta e nel modo di utilizzare i medicinali; mentre più del 51 per cento degli intervistati ritiene di avere una maggiore conoscenza delle cause-effetto di una impropria assunzione farmacologica, rispetto a quella che avevano i propri genitori. Infine, il 45,5 per cento afferma di avere più fiducia nell’efficacia dei medicinali e il 44,7 per cento una maggiore capacità di dialogare con il medico sui farmaci da prendere.
La popolazione ha consolidato una maturità di rapporto con il farmaco in termini di conoscenza, consapevolezza e capacità di fruizione. Il campione di italiani coinvolto nell’indagine, si è espresso anche sui consumatori eccessivi di farmaci, i cosiddetti ‘drogati di medicine’: “la responsabilità del consumo eccessivo di medicinali, non è tanto dei medici o dell’industria farmaceutica, ma piuttosto della personalità stessa dell’individuo, dello stress e dell’ansia che vivono”.
Dalla ricerca del Censis emerge inoltre che gli italiani oggi sono più abili dei loro genitori nell’utilizzo di farmaci ai quali viene attribuito un ruolo importante nel miglioramento della qualità della vita, nella sconfitta di malattie mortali e nella convivenza con le patologie a lungo decorso.
Secondo una classifica degli italiani, le patologie nelle quali i farmaci hanno raggiunto maggiori risultati sono: al primo posto le malattie cardiovascolari e i tumori, seguite in ordine dalle malattie gastrointestinali, quelle dell’apparato respiratorio e per ultime quelle riguardanti le patologie infettive.
I cittadini nutrono anche aspettative positive sulle innovazioni tecnologiche che potrebbero incrementare la capacità della ricerca farmaceutica di rispondere alle esigenze terapeutiche.
La tendenza della popolazione italiana è infatti quella di informarsi prima della visita medica, mentre “dopo” la visita fanno affidamento sul parere del medico. I pazienti scrupolosi, prima dell’utilizzo di un farmaco consigliato dal medico, leggono attentamente le informazioni contenute nel foglio illustrativo.
Ben lontana è l’idea che si aveva in passato dei ‘misteriosi’ foglietti, appellati ironicamente come ‘bugiardini’ che, dichiarati dai più incomprensibili, vengono ora finalmente decifrati.
Il termine ‘bugiardino’ risale al periodo di intenso sviluppo economico del settore farmaceutico, nel quale la tendenza era quella di sorvolare su difetti ed effetti indesiderati del farmaco per esaltarne i pregi e l’efficacia, senza dare informazioni utili a chi li consultava.
Negli ultimi anni, la compilazione dei foglietti illustrativi è diventata più chiara, tutte le notizie necessarie riguardanti il farmaco vengono ora riportate, sia perché le restrizioni legislative sono divenute più rigide e sia per l’attenzione meno superficiale posta dai consumatori.
I nuovi bisogni del ventunesimo secolo sono mirati all’informazione e occupazione della propria salute, perciò l’idea di una pubblicazione scientifica e autorevole sui farmaci raccoglie ampi consensi.
Il farmaco è il rimedio che guarisce tutti i mali, è lui il beniamino, rassicura tutti.
Strano rapporto di odio e amore, passione e paura , che concilia corpo e anima.
“Ogni sostanza è un veleno: la vera dose differenzia un veleno da un farmaco” , scriveva Paracelso, medico e alchimista, nel lontano 1500.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Patrizia De Matteis


Lascia un commento