In rivolta contro la Gelmini
In tutto il Paese si estende a macchia d’olio la protesta contro le misure varate dal governo su scuola ed università . I media minimizzano l’estensione delle contestazioni.
InviatoSpeciale ha raccolto una serie di lanci di agenzia sulle proteste studentesche di oggi. Si tratta di materiale pubblicato da Ansa, Agi e Adnkronos. Lo riportiamo così com’è, domandandoci come mai televisioni e stampa nazionale abbiano relegato queste informazioni in piccoli angoli di cronaca.
Firenze
La sagoma dello stivale dell’Italia e tanti cervelli stilizzati che ne escono. E’ una delle immagini disegnate sui cartelloni che questa mattina accompagnavano le lezioni in strada, organizzate in 14 punti di Firenze dagli studenti universitari per protestare contro i tagli previsti dalla legge 133. Agli appuntamenti, che si sono svolti dalle 11 alle 13, hanno partecipato centinaia di studenti. Le lezioni sono state tenute da professori e ricercatori. Le zone più affollate sono state piazza San Marco, dove si parlava di geologia, piazza Savonarola, per una lezione di filosofia, alla stazione di Rifredi per un approfondimento di matematica e informatica. Ma in piazza c’è stato spazio per tutte le materie. In alcuni casi i prof, dotati di microfono e lavagne improvvisate, hanno parlato delle nuove disposizioni del Governo per Università e scuola. Le proteste degli studenti fiorentini non si fermano: al momento sono occupate due sedi di scienze, la facoltà di agraria e quella di scienze politiche. Dal 20 al 26 ottobre, su iniziativa del Collettivo di Scienze, in accordo con la direzione dei musei scientifici universitari, quelli di geologia e paleontologia, l’orto botanico e la Specola saranno aperti gratuitamente nel pomeriggio, quando normalmente sono chiusi, e gli studenti faranno da guida per spiegare le ragioni della loro lotta. Per martedì prossimo, inoltre, è fissata una manifestazione regionale.
Siena
La protesta contro la legge 133 sulla riforma dell’Università , partita il 14 ottobre con l’occupazione dei locali del Rettorato di Siena, si sta espandendo verso le facoltà , le strade e le piazze della città . “Crediamo – dicono gli studenti senesi – che il sistema formativo debba tornare ad essere una priorità nel dibattito pubblico e non una questione economica da dirimere con un atto del Ministro delle Finanze. Riteniamo, inoltre, che la conoscenza ed il sapere siano mezzi di emancipazione collettiva che debbano essere garantiti a tutti/e come diritti fondamentali”. Gli studenti intendono coinvolgere la cittadinanza nella mobilitazione contro una riforma che distrugge il sistema pubblico della formazione. In questa direzione si colloca l’iniziativa delle “cattedre ambulanti”, che consiste nello spostare in luoghi pubblici una parte della normale attività didattica. L’iniziativa, nata come momento di fuoriuscita dei saperi dalle vie canoniche, è partita già nella giornata di oggi ed ha visto l’adesione di numerosi docenti, che nei prossimi giorni daranno vita a momenti di didattica canonica e alternativa da tenersi nei luoghi più rappresentativi della città . La sensibilizzazione sulla 133 continua inoltre con assemblee, sit in e volantinaggio, fuori e dentro le facoltà .
Roma
Sono 10 mila, secondo l’Unione degli Universitari (Udu) gli studenti de ‘La Sapienza’ di Roma che stanno sfilando in un corteo di protesta fuori dall’ateneo contro la riforma Gelmini. Lo rende noto l’Udu. Nella nota l’Udu ribadisce ”la sua netta contrarietà alla legge 133, proponendo la sua totale abrogazione, il reintegro delle risorse finanziarie all’università e la possibilità di assunzione delle nuove generazioni di docenti e ricercatori, che ora viene drasticamente ridotta dal blocco del turn-over previsto dalla legge 133”. Gli studenti si dicono, inoltre, ”pre-occupati dai provvedimenti volti a scardinare il carattere pubblico dell’ universita”’
Napoli
Continua la mobilitazione degli studenti a Napoli contro la riforma del ministro Gelmini. Assemblee si sono tenute oggi alla facolta’ di Lettere e Filosofia della Federico II e all’Universita’ L’Orientale. E da lunedì banchetti saranno nelle strade adiacenti le varie facoltà per raccogliere firme da consegnare al premier Berlusconi in occasione della sua prossima visita a Napoli. L’obiettivo è abrogare i due articoli del decreto sui quali maggiormente si posa l’attenzione degli studenti: sui tagli dei docenti e sull’istituzione delle fondazioni universitarie. Dopo l’occupazione, ieri, del rettorato della Federico II si intensifica, intanto, il confronto tra gli studenti sulle strategie da adottare. ”Penso che dobbiamo portare dalla nostra parte l’opinione pubblica – dice Rosario pugliese, consigliere regionale degli universitari per la Federico II – interrompere la didattica come vorrebbero alcuni sarebbe controproducente”.
Milano
Un’assemblea e un breve blocco stradale. Con queste forme, oggi la protesta studentesca milanese contro i tagli all’università si e’ concentrata nella facoltà di Scienze Politiche, in attesa della manifestazione per il ‘No Gelmini Day’ di domani. Nel primo pomeriggio, dalla sede di via Conservatorio è partito un corteo di circa 40 studenti che ha portato la propria protesta in strada, bloccando per circa un quarto d’ora il traffico in via Visconti di Modrone, uno dei punti nevralgici della circonvallazione più interna. Non c’è stata nessuna tensione, ma solo qualche tassista innervosito, prima che i manifestanti tornassero nella facoltà . Qui, prima, si era riunita un’assemblea all’aperto in cui circa 200 studenti hanno ribadito il proprio dissenso contro il Governo e il ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini. Come ha spiegato Marco, uno dei portavoce del collettivo di Scienze Politiche, ”all’assemblea hanno partecipato anche tre docenti, il personale Ata, dottorandi, alcuni assegnisti e ricercatori”. ”La mobilitazione andra’ avanti di giorno in giorno per aumentare il coinvolgimento delle persone”, anticipano dai collettivi. Intanto, domani mattina alle 8.30, da Scienze Politiche, cosi’ come dall’Accademia di Brera e dalla sede centrale della Statale, in via Festa del Perdono, partiranno i cortei che si riuniranno in piazza Cairoli per la manifestazione del ‘No Gelmini Day’.
Bari
Diverse centinaia di persone, tra amministratori locali, sindacalisti e docenti stanno partecipando oggi a Bari alla conferenza dei servizi sulla riforma Gelmini convocata dai sindacati in preparazione dello sciopero generale della scuola il 30 ottobre prossimo. Alla conferenza partecipano, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’assessore regionale al diritto allo studio, Domenico Lomelo, e numerosi sindaci della regione. C’è anche il presidente dell’Anci Puglia, Michele Lamacchia. Al progetto di riforma Gelmini si contestano – è stato detto – i tagli ”indiscriminati”, la riduzione del numero di docenti che solo nella provincia di Bari renderanno a rischio di chiusura 77 scuole. I tagli, sostengono tra l’altro i sindacati, comporteranno una riduzione dei servizi i cui costi ricadranno sulle famiglie e sui Comuni, cui sono già state tagliate le risorse dell’Ici. Dopo la conferenza di servizi che si e’ svolta nell’istituto Euclide, Vendola è intervenuto a un’altra assemblea sindacale con un migliaio di docenti che era in corso in una scuola vicina. Con lui, anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Roma
Continua l’occupazione da parte degli studenti del liceo classico ‘Terenzio Mamiani’, storico liceo romano, nell’ambito della protesta contro la riforma Gelmini. L’occupazione, cominciata ieri e che ha aperto, nella Capitale, la stagione elle occupazioni nelle scuole, ha visto la partecipazione di un centinaio studenti ed andrà avanti, a detta degli studenti, fino a domani mattina. ”Questa mattina c’e’ stata un’assemblea con i docenti – ha detto uno degli studenti – e abbiamo loro comunicato che l’occupazione andrà avanti fino a domani mattina per poi unirci al corteo organizzato per lo sciopero generale della Scuola, indetto dai comitati di base”. Stamattina gli studenti del liceo hanno appeso alle finestre uno striscione con scritto: ”Mamiani (pre)occupato, è solo l’inizio”
Verona
Lezioni sospese per tutto il mese di ottobre contro i tagli del decreto Gelmini: lo ha deciso all’unanimita’ il Consiglio di Facolta’ di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Verona. ”E’ insopportabile essere destinatari di tagli indiscriminati – spiega il preside Roberto Giacobazzi – del tutto indipendenti dalla qualita’ della nostra ricerca e della nostra didattica. Come professori e ricercatori siamo abituati ad essere valutati e solo dopo una seria valutazione siamo disposti ad accettare di essere premiati o penalizzati”. La facolta’ di Scienze sospende gia’ da oggi le attività didattiche in aula e gli studenti verranno informati sui motivi della protesta e su come funzionano i sistemi universitari in Italia e nel mondo. Le lezioni verranno poi recuperate per non arrecare alcun danno agli iscritti. Durante il periodo di sospensione didattica, i docenti saranno comunque disponibili ad incontrare gli studenti per le attività di tutorato e per le altre esigenze. ”I destinatari della protesta – sottolinea il preside – non sono infatti gli studenti che, anzi, sono una delle risorse piu’ pregiate del nostro Paese”.
Pisa
Un corteo di circa 200 studenti universitari e medi ha bloccato tra le 11,20 e le 11,40 alcuni binari della stazione di Pisa. Il corteo e’ arrivato alla stazione dopo aver percorso alcune strade del centro storico urlando slogan contro il Governo e contro la riforma Gelmini. L’immediato intervento degli agenti della Polfer e dei vigili urbani ha consentito che i manifestanti liberassero quasi subito i binari. Una volta usciti dalla stazione, gli studenti, sempre in corteo, si stanno ora dirigendo verso piazza Cavalieri, nei pressi del polo universitario gia’ occupato. Le Ferrovie confermano che la protesta ha causato il ritardo, tra 10 e 20 minuti, per 4 convogli regionali.
Bologna
I primi segnali delle iniziative di protesta a Bologna contro la riforma Gelmini si erano avuti nei giorni scorsi con la momentanea occupazione della palestra delle elementari di via XXI Aprile da parte di maestre e genitori, con figli al seguito. Poi erano seguite assemblee e volantinaggi in vari istituti. Infine, ieri, è toccato all’Università : nel pomeriggio un gruppo di studenti ha interrotto i lavori del consiglio di facoltà a Scienze Politiche, e in tarda serata – proprio mentre cominciava la ‘Notte’ bianca’ della scuola con una serie di attivita’ anti-ministro sfociate in spettacolini teatrali per strada, stesura di striscioni e assemblee di qua e di là per la città – gli studenti di Lettere hanno occupato un’aula della facoltà . Oggi i promotori delle varie iniziative, per ora a macchia di leopardo, cercheranno di trovare un filo comune per proseguire insieme nella protesta e darle qualche efficacia. Al centro delle proteste le novità introdotte dalla Gelmini circa il maestro unico e i tagli di risorse a partire dalle limitazioni nel turn-over delle università .


Lascia un commento