In Puglia la Gelmini distrugge la scuola
Lo afferma l’assessore regionale all’Istruzione della Regione Puglia. La ‘riforma’ porterebbe alla chiusura di quasi quattrocento edifici scolastici.
La riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini, “in Puglia produrrà una carneficina: sarà una vera e propria scure”. E’ il parere dell’assessore all’Istruzione della Regione Puglia Mimmo Lomelo, che ieri ne ha parlato alla stampa locale, insieme con il capogruppo Pd, Antonio Maniglio e i consiglieri regionali Carlo De Santis, Michele Ventricelli (Sd) e Piero Manni (Prc).
Secondo i dati dagli amministratori regionali pugliesi, 383 edifici scolastici in tutta la Puglia sarebbero “a rischio estinzione”. Il problema riguarda le scuole con meno di 50 alunni. A giugno 2009 potrebbe suonare l’ultima campanella in tutti i comuni del Subappennino Dauno e in molti piccoli comuni pugliesi.
Penalizzate soprattutto le province di Lecce ( 134 scuole in meno) e di Foggia (97 in meno), insieme a Bari-Bat (78 in meno, calcolando anche quelli nelle città di Barletta, Andria e Trani nella provincia di Bari), Brindisi (meno 50) e Taranto (meno 34).
“Scelte scellerate, una carneficina di scuole – sottolinea l’assessore all’Istruzione Lomelo – che col risparmio semmai di un bidello porteranno a costi ulteriori per i trasporti e per ospitare gli alunni in istituti più grandi, senza parlare delle classi che già scoppiano”.
“Anticipando una scadenza fissata a fine anno – prosegue – il ministro Gelmini ci impone, entro il 30 novembre, di rivedere secondo i nuovi parametri statali la rete scolastica per il 2009-2010, minacciando la nomina di commissari ad acta, a spese delle regioni inadempienti. Ma noi sfidiamo il ministro, ricorreremo alla Corte Costituzionale per avere più tempo e per difendere le nostre scuole”.
Perché, aggiunge, “non lasceremo nulla di intentato. Lavoreremo per limitare il danno, anzi guarderemo anche avanti, con accorpamenti e sdoppiamenti per evitare la scomparsa dei plessi e mantenere se non incrementare le 926 direzioni scolastiche attuali”.
Secondo l’amministrazione regionale, “sarebbero due gli atti che impongono tagli drammatici alle scuole italiane e pugliesi, in dissenso col merito e il metodo dei provvedimenti governativi”. Oltre alle “imposizioni sulla rete scolastica, introdotte senza consultare la Conferenza Stato-Regioni, la legge 133 di agosto riduce di tre ore settimanali le lezioni (nelle medie a tempo prolungato si scende da 45 a 36 ore) e innalza ulteriormente (0,40 in più) gli alunni per classe. L’effetto è stimato in 135-140.000 insegnanti in meno, anche di ruolo. Si riduce la spesa di 8 miliardi di euro, un terzo della finanziaria, per liberarsi del peso dell’istruzione in favore delle scuole private”.
Il consigliere Ventricelli ha poi illustrato alcune iniziative: “proporre un ordine del giorno del Consiglio regionale e chiedere al presidente Pepe una seduta monotematica. Dobbiamo ostacolare questo progetto, opporci in ogni modo e in ogni luogo a questo disegno. Come gruppi di maggioranza sosterremo le proposte dell’assessore Lomelo e del presidente della Regione Nicky Vendola”.
La volontà è quella di “offrire al centrodestra l’occasione di abbandonare le posizioni nazionali ed insorgere con noi a difesa della Puglia, uscendo da una situazione imbarazzante”. Per questo oggi a Bari, nella scuola Euclide, l’assessore Lomelo sta incontrando tutti i sindaci pugliesi, l’Ufficio Scolastico regionale, i sindacati, l’Anci e l’Up.
“E’ un problema che non ha un colore, riguarda tutta la Puglia. Io non chiedo le dimissioni del ministro Gelmini – ha concluso – anzi, la invito in Puglia, a visitare le nostre scuole, a verificare l’impegno dei nostri docenti. Lo stato non può dimenticare di garantire diritti essenziali: dalla qualità dell’insegnamento dipende il futuro dei pugliesi”.


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