“In aumento il traffico di persone”
Un articolo per “Tu inviato”
La Romania da Paese d’origine delle vittime di traffico d’esseri umani sta diventando Paese di transito verso i Paesi più ricchi. Allarme generalizzato quello lanciato ieri mattina dai vertici della Polizia di Frontiera romena durante la consueta annuale conferenza stampa tenutasi a Bucarest, nel corso della quale è stata illustrata l’attività dell’organo di polizia nel corso del 2008.
La criminalità originaria dei paesi della nuova Unione europea nonché alcune mafie proprie di nazioni con essa confinanti hanno intensificato, sostengono gli investigatori romeni, il lucroso traffico di esseri umani. La Romania è sempre stata, nell’ultimo decennio, uno dei paesi prediletti da queste consorterie criminali che qui, facendo aggio sulla povertà diffusa specialmente nelle campagne, ingaggiavano ragazze, spesso minorenni, e bambini allo scopo di avviarli poi, una volta giunti all’occidente, negli oscuri meandri del mondo della prostituzione, del traffico d’organi e della pedopornografia.
Nei primi mesi del 2008 la Polizia di frontiera di Bucarest ha risolto 161 casi di traffico transnazionale arrestando 331 persone di varia nazionalità. Le vittime del traffico molte volte non sono romene ma provengono da altri paesi molto più poveri dell’Europa orientale come Moldavia, Ucraina e Serbia. Paesi di destinazione: Italia, Germania, Grecia, Turchia e Francia, perlopiù.
La novità emersa è che ora i moderni “ Caronte” non sono più solamente romeni ma tra di essi parecchi hanno la nazionalità albanese, ucraina, russa e moldava. Non sono più dunque i tempi in cui il traffico veniva organizzato in loco artigianalmente da criminali autoctoni che magari si organizzavano in piccoli gruppi per sfruttare un numero limitato di ragazze sui marciapiedi delle città occidentali. Ora sono le grandi mafie internazionali ad aver preso in mano l’organizzazione del redditizio traffico: albanesi, calabresi, russi ed ucraini la fanno da padrone.
La criminalità romena o si associa a loro con compiti subalterni o si limita a garantire l’appoggio logistico alle grandi mafie internazionali. La Romania infatti, da paese di partenza del traffico, si sta trasformando in paese di transito e di primo approdo, considerato che ormai da due anni il suo territorio appartiene all’Unione europea. La polizia di Bucarest infatti sta notando, nell’ultimo anno, un vero e proprio “ boom” dei cosiddetti matrimoni di comodo che vedono nel ruolo di uno dei due nubendi cittadini romeni. Questi matrimoni vengono conclusi sia in Romania che in altri paesi dove si trova un gran numero di immigrati dal paese danubiano. La circostanza è infatti confermata anche dal Ministero degli Interni italiano. Il fatto è che la Romania, tra tutti i 27 dell’Unione europea, è forse con la Polonia quello che presenta le frontiere terrestri con i paesi extra- comunitari più lunghe e dunque il loro controllo è particolarmente dispendioso.
La polizia di Bucarest si è ora particolarmente attrezzata anche perché dalla sua efficienza dipende la futura piena adesione del paese agli accordi di Shengen. Ultimamente anche l’Organizzazione mondiale delle migrazioni, accanto all’Unione europea, ha scoperto che la sicurezza dell’Europa occidentale dipende pure dall’efficienza delle politiche di sicurezza romene e sta addestrando in modo particolare i poliziotti del paese danubiano che lavorano ai confini con Ucraina e Moldavia.
Sergio Bagnoli


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