Il salva manager Alitalia
Ovvero la scoperta dell’acqua calda
Come era prevedibile il pasticcio Alitalia non smette di riservare sorprese. Oggi è la volta del presunto giallo del ‘manager’. Ma vediamo lo svolgimento dei fatti, per la verità non particolarmente complesso.
Alle 10.28 AdnKronos batte un ‘Flash’, ovvero l’anticipazione di una notizia di grande rilevanza:”Tremonti, o via emendamento salva manager o vado via io”.
Dopo qualche minuto è la volta dell’Ansa: “O va via l’emendamento o va via il ministro dell’Economia”: lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in aula al Senato, riferendosi ad un emendamento presentato al decreto Alitalia che permetterebbe di ‘salvare’ i manager dei recenti crack finanziari”.
Finalmente alle 10.40, sempre l’Ansa, rilancia un testo più esaustivo: “Se si immagina che la linea del Governo sia quella prevista da un emendamento che prevede la riduzione della soglia penale per alcune attività di amministratori si sbaglia” ha spiegato il ministro Tremonti. ”Questo emendamento è fuori dalla logica di questo Governo. O va via questo emendamento – ha concluso – o va via il ministro”. L’aula del Senato ha accolto le parole di Tremonti con un applauso. Il riferimento è ad una notizia lanciata da Report e ripresa oggi da ‘la Repubblica’ nella quale si afferma che nel decreto per l’Alitalia – varato dal Governo, approvato dal Senato e ora all’esame della alla Camera – ci sarebbe anche una norma che, estendendo la garanzie previste per commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, di fatto avrebbe un impatto anche sui casi Cirio e Parmalat, nei quali sono coinvolti anche Callisto Tanzi, Sergio Cragnotti e Cesare Geronzi”.
Subito dopo è partita la corsa alla dichiarazione, nella quale tutti, nessuno escluso, erano d’accordo col ministo dell’Economia: “E’ uno scandalo!” il senso delle parole dei pronti moralizzatori. La cosa sorprende, perchè non si capisce come possa essere possibile. Il fatto era noto da settimane.
La non ‘responsabilità per decreto’ dei manager responsabili della dissennata gestione di Alitalia era stata denunciata dai lavoratori e da alcune sigle sindacali quando la vertenza era ancora in piedi. Molti dei cartelli che i dipendenti portavano appesi al collo, fotografati e pubblicati dai giornali, richiamavano questo argomento.
In un suo articolo ‘la Repubblica on line’ scrive: “L’emendamento nascosto nel decreto Alitalia, che permetterebbe di “salvare” i manager dei recenti crack finanziari sarà cancellato nel passaggio parlamentare alla Camera”.
Non è dato sapere cosa si intenda per nascosto, ma il fatto era pubblico, fu tema di dibattito e se solo i giornalisti dei grandi organi di stampa nazionale avessero ascoltato le parole dei lavoratori riuniti per la strada, invece di aspettare le delegazioni ufficiali nelle sale stampa dei ministeri o di palazzo Chigi, ne sarebbero stati a conoscenza da subito.
In un articolo a firma di Bianchi Antonio, su ‘Avvocati24′, sezione del sito del ‘Sole24 Ore’, dal titolo “Il decreto Alitalia”, si leggeva: “Con l’emanazione del recente decreto legge n. 134/2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 201 del 28 agosto 2008) il Consiglio dei Ministri ha avviato la privatizzazione di Alitalia….Un punto focale rimane la disciplina relativa all’esonero da responsabilità per le condotte tenute dagli amministratori e sindaci di Alitalia e di tutte le società per tutti gli atti posti in essere dal 18.07.2007 sino all’entrata in vigore del decreto legge al fine di garantire la continuità aziendale”.
Insomma, il disappunto di oggi è una delle ennesime rappresentazioni del teatrino nazionale. Qualche giorno fa sono riemersi soldi prima spariti nel bilancio della Compagnia, adesso si scopre l’impunibilità degli amministratori. E domani?
Una sola cosa rimane ineluttabile: le migliaia di licenziamenti che forse si potevano evitare.


Lascia un commento