Il rito del Fantacalcio
Il gioco di ruolo impazza e appassiona centinaia di migliaia di tifosi. Che si improvvisano allenatori e si combattono a colpi di pagelle
Persino la testata online del seriosissimo quotidiano “la Repubblica” ha ceduto al suo richiamo, peraltro ricambiata dall’enorme successo di pubblico (superata in questi giorni l’iscrizione al sito di 90 mila squadre virtuali): il “Fantacalcio” è entrato di diritto nella vita degli italiani, sia in quella degli appassionati sia in quella delle mogli, costrette a sopportare estenuanti conciliaboli dei partner preoccupatissimi di sbagliare il fantacalciatore da mandare in campo la domenica.
Stiamo parlando infatti di una specie di gioco di ruolo a punti, basato sul campionato di calcio. Il primo problema di chi aderisce a questa particolarissima cerchia di aficionados è costruire una “rosa” adeguata, cioè una squadra da mettere in “campo” la domenica.
Innanzitutto i concorrenti fissano un budget, ossia un tetto di crediti da spendere. Poi dovranno aderire ad un campionato (il più “vecchio” è quello gestito dalla “Gazzetta dello Sport”, il quotidiano che lo ha inventato, il Fantacalcio), seguendo le regole sull’acquisto di fantacalciatori fissate dal regolamento specifico.
Il prezzo di ogni giocatore viene deciso dal giornale in questione: ovviamente se un concorrente sceglierà, ad esempio, di spendere molti soldi per dotarsi di una difesa forte, dovrà sacrificare altri reparti.
Durante la stagione, sarà possibile modificare la propria rosa vendendo e comprando giocatori in determinati periodi di apertura del mercato.
Anche il tipo di torneo non è standard: il più semplice è a punteggio (vengono sommati di volta in volta i punti ottenuti da ogni giocatore nelle varie giornate e viene di seguito stilata la classifica generale) ma esiste anche quello “a scontri diretti”. Che prevede, ogni settimana, sfide all’ultimo sangue.
Per tutti, il giorno della verità è il lunedì, quando il fantacalciatore sfoglia ossessivamente la sezione sportiva dei principali quotidiani alla ricerca delle “pagelle” assegnate dal giornalista di turno ai vari calciatori, a margine della cronaca della partita.
Lo scopo del Fantacalcio trova linfa vitale in quei giudizi inappellabili: l’obiettivo, infatti, è scegliere gli undici giocatori (naturalmente prima dell’inizio delle partite) sperando che la somma dei loro voti sia la più alta possibile.
Come tutti i giochi si è via via affinato. Recentemente sono stati aggiunti dei cosiddetti bonus/malus, vale a dire punti aggiuntivi sommati (o sottratti) al voto del giocatore, per premiarlo in caso di gol o di assist (il passaggio decisivo che consente all’attaccante di andare facilmente in gol) e penalizzarlo in caso di ammonizione, espulsione, rigore sbagliato, ecc.
Insomma, ci sono tutti gli ingredienti della mania collettiva. A differenza di tante altre, più o meno influenzate dalle mode, è destinata a durare più a lungo. Se non altro perché ha a che fare con il dio calcio, indiscutibile religione civile del malconcio Belpaese.


Lascia un commento