Il “Mamiani” si ferma
Riceviamo e pubblichiamo
Dal Collegio docenti del liceo Mamiani di Roma
Il Collegio docenti del Liceo “T. Mamiani” di Roma, nella seduta del 20 ottobre 2008, per protestare vivamente contro il taglio di otto miliardi di euro alla scuola (Legge 133/2008), la pseudoriforma Gelmini (DL 137/2008) e l’insidiosa controriforma adombrata nel disegno di legge Aprea (DL 953/2008), ha deliberato a larghissima maggioranza il blocco a oltranza delle seguenti attività extradidattiche:
blocco dei progetti relativi all’ampliamento dell’offerta formativa
blocco dei viaggi d’istruzione
blocco delle nuove adozioni dei libri di testo
blocco della figura del coordinatore di classe
blocco delle funzioni strumentali
blocco dei corsi di recupero, sportello e approfondimento nelle ore extracurricolari
blocco delle simulazioni delle prove d’esame fuori orario scolastico
blocco delle commissioni.
Questa delibera nasce dalla convinzione che la nostra professionalità si esplica soprattutto nell’ordinaria attività didattica, nel confronto quotidiano in quanto educatori con i nostri alunni e nel faticoso lavoro sommerso che accompagna tutto questo (preparazione delle lezioni, elaborazione e correzione delle verifiche, aggiornamento professionale, culturale e pedagogico), mai riconosciuto né economicamente né professionalmente.
Riteniamo che l’attività curricolare (alla quale partecipano tutti gli studenti), a differenza dei progetti (che non sempre riescono a coinvolgere tutti), sia la sede privilegiata in cui si formano il senso civico e il bagaglio culturale del discente, e pertanto la sua capacità di analisi ed il suo senso critico.
Per riformare veramente la Scuola bisogna prima consultare chi nella scuola vive e opera quotidianamente e con passione: studenti, personale ATA, docenti e dirigenti. Basta con pseudoriforme a costi zero e controriforme di stampo neoliberista e reazionario: vogliamo una scuola rispettata come organo istituzionale di uno stato democratico, adeguatamente finanziata e democraticamente amministrata.
Cominciamo con investire più risorse nella scuola statale, adeguando gli stipendi alla media europea, offrendo periodicamente la possibilità di un vero aggiornamento professionale e migliorando le strutture scolastiche.
Chiediamo quindi che vengano ritirati i provvedimenti legislativi Gelmini e Aprea e che venga affrontato, secondo i principi delle leggi ordinarie, un confronto costruttivo tra Governo, opposizione, parti sociali e docenti. L’obiettivo deve essere quello di migliorare e rinnovare la scuola statale affinché il nostro Paese possa affrontare le sfide del futuro, dotando tutti i cittadini dei necessari strumenti culturali.
Certamente ci rendiamo conto delle ricadute negative che tale scelta comporterà per gli studenti, le loro famiglie, i docenti stessi; ma proprio per questo chiediamo l’appoggio di tutti i cittadini alla nostra azione di protesta, affinché si comprenda la necessità di ricorrere a qualsiasi strumento di conflittualità legale, pacifica e non violenta per una causa giusta e di interesse comune.
Invitiamo tutte le scuole ad unirsi alla nostra protesta.


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