Goma in bilico
Le notizie dai salesiani
“Noi non ce ne andiamo. Al Centro Don Bosco di Ngangi Goma ci sono ancora 350 dei nostri bambini qui, di cui 70 hanno meno di 3 anni, e non hanno nessuno che si possa occupare di loro se non noi 3 religiosi, le 2 suore Salesiane e i 4 volontari del VIS”, ha detto don Mario Perez, Salesiano e Direttore del Don Bosco Ngangi di Goma. “Impossibile anche portarli via dalla città. Restiamo e abbiamo fiducia che la situazione si calmi. Abbiamo aperto le porte del Centro a tutti gli sfollati che ci chiedono di essere accolti. Sino ad ora ne abbiamo 300. Molti sono bambini con problemi di dissenteria e malnutrizione.”
Il Centro Don Bosco di Ngangi, area situata per i responsabili della sicurezza in zona rossa, è per Goma, da oltre vent’anni, un punto di riferimento per tutti i bambini e i ragazzi in difficoltà e a rischio. Al Centro normalmente sono ospitati i minori appartenenti a tutte le etnie e provenienti anche da zone remote del Paese. In questi mesi il numero era arrivato all’incirca a 3mila bambine e bambini, ragazzi e ragazze tra gli interni e gli esterni. Tra questi alcuni ragazzi-soldato, riparati qui dopo un’incursione alla Caritas, ed una decina di ragazzine violentate con i loro neonati.
“Oggi la situazione in città è tranquilla la gente è tornata nelle strade e i negozi sono stati riaperti”. – ha dichiarato Gavin Braschi, responsabile dei progetti del VIS a Goma. “Le diverse parti stanno trattando, c’è una timida tranquillità. Le centinaia di persone che si sono riversate a Goma in questi giorni stanno cercando di trovare sistemazioni di fortuna. Per i profughi, infatti, che riempiono le strade, non c’è nessuna assistenza. Noi accogliamo bambini, donne e qualche uomo, se malato. Il timore in questa situazione sono le epidemie. Non vogliamo assolutamente sottovalutare il pericolo, ma siamo più rassicurati rispetto ai giorni scorsi.”
Vedi il sito delVis con informazioni e video sull’emergenza Goma


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