Flavia, un Vento di notorietà
Il gossip ed i messaggi
La si ammirava gattonare sotto il tavolo di Teo Mammucari, durante un programma Rai di seconda serata. Oggi dei suoi amori si continua a parlare…
Guardava lo scanzonato (e volgare) conduttore tv Mammucari dal basso in alto, sigillata sotto una teca in plexigrass. Il suo nome è Flavia Vento, graziosa biondina e valletta molto particolare. Dal suo cubo artificiale non poteva parlare: dunque si esprimeva gattonando seminuda. Poco più in là, sopra un altro cubo (da discoteca) si agitavano a ritmo di musica due belle ragazze, all’epoca illustri sconosciute: Elisabetta Gregoraci (oggi compagna di Flavio Briatore) e Ilaria Spada (attualmente attrice di fiction).
L’allegra brigata animava una trasmissione chiamata “Libero”, che andò in onda per qualche stagione su Raidue ed era costruita su alcuni scherzi telefonici in diretta, tra le risate sguaiate del pubblico.
Se le due cubiste hanno trovato la loro strada, poteva Flavia Vento essere da meno? Nossignori. Il periodico “Diva e donna” ci ha informato che si accompagnerebbe (finalmente, aggiungiamo noi) ad un marchese, tale Emanuele di Gresy, accasato con una signora da dieci anni e padre di una bimba di sette. E’ scoppiata la polemica. Gli esperti del settore hanno ricordato altri fattacci di coppia attribuiti alla Vento. A cominciare dal presunto flirt con Francesco Totti che – dicono i ben informati – fece imbestialire Ilary Blasy, già “letterina” di “Passaparola” e in seguito conduttrice a Mediaset.
La storia di Flavia con il suo bel marchese risale alla sua comparsata all’Isola dei Famosi, da cui si è ritirata: più volte avrebbe mandato messaggi complici a un certo Emanuele.
“Sentire in tv – ha spiegato al giornale Samantha – il nome del padre di mia figlia mi offende. E mi infastidiscono le e-mail che quella ragazza ci ha inviato dall’Honduras”.
La corrispondenza tra i due “amici”, oltre ad aver gettato nello sconforto una famiglia, potrebbe atterrire i telespettatori più assidui del reality. Come possono dei naufraghi lasciati alla deriva affidare i messaggi non al mare, ma alla Rete?
Insomma, quante domande ci son da farsi.



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