Cofferati getta la spugna
Terremoto a Bologna
Il sindaco del capoluogo emiliano, soprannominato il “Cinese”, non si ripresenterà l’anno prossimo. Alcuni sostengono che i sondaggi lo diano in caduta libera.
Sergio Cofferati non si ricandida per la poltrona di sindaco di Bologna. Lo ha annunciato ieri adducendo motivazioni di natura strettamente personale, legati alla difficoltà di conciliare la carica di primo cittadino con l’educazione di un figlio piccolo (Edoardo, che l’ex sindacalista Cgil ha avuto dalla seconda compagna).
La decisione sarebbe stata presa lunedì “e la prima persona a cui l’ho comunicato – ha spiegato Cofferati – è stato il segretario del Pd Walter Veltroni”.
Alcune fonti spiegano il repentino abbandono con ragioni che nulla avrebbero a che fare con le difficoltà di gestione coniugale.
Infatti, i sondaggi darebbero il ‘Cinese’ in picchiata nei sondaggi e il colloquio privato organizzato da Veltroni si sarebbe reso necessario per chiedere al sindaco di desistere dall’eventuale candidatura per un secondo giro da primo cittadino.
Ufficialmente, comunque, Cofferati ha chiesto al Pd di individuare già nei prossimi giorni un proprio candidato da portare alle primarie di partito e poi eventualmente a quelle di coalizione: “Il gruppo dirigente – ha aggiunto – deve avere una sua proposta e se nascerà nelle prossime ore sarà un segno non solo di unità ma anche di forza. Sono convinto – ha concluso – che il Pd ed il centro-sinistra abbiano un radicamento molto forte a Bologna, se i gruppi dirigenti non si divideranno e faranno lo sforzo necessario per indicare la soluzione in tempi brevi la città li premierà col voto”.
L’Italia dei Valori bolognese ha già ammonito: “Guai se ricostruissimo l’Unione per fronteggiare l’abbandono di Cofferati”.
Di segno opposto l’opinione di Donatella Bortolazzi, capogruppo del Pdci in consiglio regionale dell’Emilia Romagna: “Disponiamo di una figura che si è dimostrata in grado di unire e che potrebbe rappresentare più che degnamente le diverse sensibilità di una città progressista e democratica. Quella figura si chiama Romano Prodi. Saprebbe rappresentare anche le istanze della sinistra e potrebbe persino ridare slancio al nostro popolo, annichilito dalla sconfitta della Sinistra Arcobaleno e seriamente preoccupato dalle prime misure introdotte dalle destre a livello nazionale”.
Si è aperto il rodeo.


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