Carlos Santana sarà prete
Lo dichiara a Rolling Stone
Il desiderio del grande chitarrista è diventare sacerdote, ma non subito. In una intervista a Rolling Stone spiega perchè. La sua svolta mistica iniziò 35 anni fa
Il suo nome è Carlos Augusto Alves Santana, nato in Messico 61 anni fa: tra i più quotati chitarristi rock, ha annunciato (non a caso in un’intervista alla rivista del settore “Rolling Stone”) il suo desiderio spirituale: “Smetterò di suonare a 67 anni e mi dedicherò a ciò che voglio veramente fare. E cioè diventare un sacerdote”. Dopo 55 album e 80 milioni di dischi venduti tra la fine degli anni 60 ed oggi ed ottanta, l’eclettismo dell’artista vira verso l’introspezione più mistica. Ma in realtà la scelta preannunciata da Santana non arriva come un fulmine a ciel sereno. Anzi. I beninformati (oltre che i suoi fans) sanno che la seconda “passione” del grande chitarrista affonda nei decenni.
Quando, nel lontano 1972, Santana diventò grande fan del gruppo “The Mahavishnu Orchestra” e del suo chitarrista John McLaughlin (uno dei pionieri della musica fusion, un genere al confine tra rock e jazz), quest’ultimo – appreso l’interesse di Carlos per la meditazione – lo presentò al guru Sri Chinmoy, che lo accettò come discepolo, insieme alla moglie, nel 1973. A Santana fu dato il nome di “Devadip”, ovvero “Lanterna ed occhio di Dio”.
In seguito, Santana e McLaughlin registrarono insieme l’album “Love, Devotion, Surrender”, aiutati dai loro rispettivi gruppi, ma anche dal percussionista Don Alias e dall’organista Larry Young.
Da allora ad oggi, Santana ha attraversato con successo quasi tutti i generi musicali, incrociando rock e fusion ai ritmi latini. Attualmente è impegnato in un tour (“Live Your Light”), che terminerà il 12 ottobre in California, ed è preannunciato un doppio album dal titolo “Multi-dimensional warrior”.
Dunque, per i voti c’è tempo, ma non troppo: “Credo – ha sottolineato a “Rolling Stone” – che Dio mi abbia dato il dono di comunicare anche senza la mia chitarra e l’abilità di svelare alla gente alcune parti della Bibbia che riguardano la colpa, il peccato, il giudizio e la paura”.
A proposito di peccati, Santana si è detto addolorato dal recente divorzio dalla moglie, con cui ha condiviso 34 anni di vita, e ha spiegato come la fede lo abbia aiutato a scacciare i pensieri di suicidio: “Ciò che ho imparato è che bisogna passare per la notte più oscura dell’anima per arrivare alla luce più intensa del giorno”.


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