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Cai fugge da Alitalia

Autore: . Data: giovedì, 30 ottobre 2008Commenti (0)

Interrotte le trattative

Nella notte Cai ha interrotto il confronto coi sindacati. Dopo sette ore di discussione Rocco Sabelli si è alzato ed è andato via.

L’amministratore delegato della ‘cordata patriottica’ poi, con una certa fantasia, ha dichiarato di averlo dovuto fare a causa dei “continui atteggiamenti dilatori e alle indisponibilità a firmare” dei sindacati e sostenendo  che  i rappresentanti del personale Alitalia non sono disposti a rinunciare alle 45 mila giornate di permessi sindacali rispetto alla riduzione a 3.500 proposta.

Le organizzazioni dei lavoratori hanno risposto: “Cosa falsa, bugiarda, strumentale e destituita di ogni fondamento. Il tema delle agibilità sindacali non è mai stato neppure affrontato né è mai stata formulata alcuna richiesta da parte sindacale’”.

Ieri Sabelli ha rifiutato qualunque dialogo coi sindacati, proponendo solo due contratti intoccabili: uno per i piloti e l’altro per il resto del personale, prendere o lasciare.

La cosa potrebbe apparire singolare all’indomani dell’assemblea di Cai nella quale si è deciso l’aumento di capitale e la trasformazione in Spa. Ma se le voci di fragilità della cordata non fossero del tutto destituite di fondamento e il comportamento dell’amministratore delegato dettato dalla necessità di garantire la presenza dei soci meno convinti, con l’intento di sfilarsi dalla trattativa per poi darne la responsabilità ai sindacati, il tutto avrebbe un senso.

Le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto un incontro urgente con il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi.

I sindacati considerano ”incomprensibile e improvviso” il ”cambio di atteggiamento della delegazione Cai, anche rispetto al positivo e costruttivo andamento della prima parte della riunione” e denunciano ”la difformità dei testi consegnati rispetto agli accordi di Palazzo Chigi”.

Già nelle ultime tre riunioni la linea di Cai risultava ondivaga e incomprensibile, ma ieri si è sfiorato il mistero. O quasi. L’ultimatum posto nella notte dai ‘capitani coraggiosi’ ha un senso molto chiaro: o si rifonda Alitalia con regole di massimo profitto e minimo rischio per la ‘cordata’ o nulla da fare.

Oggi pomeriggio, le nove sigle si incontreranno per una riunione intersindacale.

Alle prossime puntate.

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