Ancora morte a Casal di Principe
I soldati servono a poco
I paracadutisti sono arrivati in città e la camorra ha fatto sentire la sua voce, perché è proprio nelle zone più battute dai militari che i killer sono tornati a spargere sangue, ieri mattina.
il clan dei Casalesi ha ucciso ancora e nel cuore del ‘suo’ territorio. Diciotto colpi di pistola di grosso calibro sono serviti per far capire che non si batte il crimine organizzato coi proclami roboanti, ma rafforzando giorno dopo giorno la fiducia dei cittadini nello Stato, non attaccando come fa il governo il lavoro della Magistratura, ma investendo risorse per un funzionamento migliore degli uffici giudiziari.
La vittima del momento si chiamava Stanislao Cantelli, un uomo di 60 anni. Cantelli era incensurato e zio del collaboratore di giustizia Luigi Diana. Secondo la ricostruzione della squadra mobile di Caserta, due sicari avrebbero fatto irruzione nel locale dove l’uomo si intratteneva con amici: il circolo ricreativo di corso Umberto I, la lunga e più importante strada di Casal di Principe.
Stanislao Cantelli giocava a carte in una sala insieme con altre persone quando i killer lo hanno sorpreso e gli hanno sparato.
Gli investigatori hanno interrogato diversi testimoni presenti al momento dell’agguato, familiari e alcuni amici della vittima. L forze di polizia hanno anche eseguito numerose perquisizioni, ma finora tutto inutile.
La pista principale seguita dagli agenti è quella della vendetta “trasversale”, per punire lo zio del pentito Luigi Diana che, con le sue rivelazioni, avrebbe danneggiato duramente il clan.
L’omicidio potrebbe essere attribuito al gruppo di fuoco dei cosiddetti ‘scissionisti’, che si sono staccati dalla fazione capeggiata da Francesco Bidognetti e che negli ultimi tempi si sarebbero resi responsabili di azioni dimostrative, come la strage di Castel Volturno dove furono uccisi sei uomini africani.
Al momento, nonostante gli arresti di esponenti del clan nei giorni scorsi e il sequestro di beni (mobili e immobili) per un valore di oltre 100 milioni di euro, la cosca sembra ancora particolarmente attiva.
Gli scissionisti, guidati dal latitante Giuseppe Setola, avrebbero disposto una nuova azione eclatante per riaffermare la propria presenza criminale. L’uccisione di Cantelli appare in ogni caso come un ulteriore momento della strategia “stragista” dei Casalesi contro testimoni, collaboratori di giustizia, loro parenti e contro chiunque denunci esponenti del clan.


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