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Alla Camera la sfiducia alla scuola

Autore: . Data: mercoledì, 8 ottobre 2008Commenti (0)

La riforma Gelmini al vaglio del Parlamento: giovedì il voto finale. La protesta del Pd: “Con la fiducia il governo mostra la sua arroganza” . Eppure quando governava Prodi…

La scuola italiana decisa da un voto di fiducia. Dopodomani, per la precisione. Gli amanti della statistica avranno gà notato che è la quinta volta, dall’inizio della legislatura. Coloro i quali, invece, vorrebbero continuare ad avere fiducia nei mezzi didattici a disposizione della scuola italiana hanno ben altre preoccupazioni.

A scottare è il provvedimento in discussione: la cosiddetta “riforma” Gelmini, che ripristina il maestro unico, accanto al grembiule, ai voti in una cornice di ingiallito ritorno al passato.

Giovedì, alle 18, insegnanti, dirigenti scolastici, genitori con bambini meriteranno la diretta televisiva, per le dichiarazioni di voto e il voto finale.

Il Pd, per bocca del ministro ombra dell’Istruzione Garavaglia, ha tuonato: “La fiducia al maxiemendamento sul dl Gelmini chiesta dal governo è la lampante dimostrazione dell’arroganza con cui il centrodestra si muove su un tema cosi’ importante per il Paese e per il futuro quale è la scuola”.

All’onorevole Garavaglia bisognerebbe ricordare che durante l’ultimo governo Prodi il ricorso alla fiducia rappresentava quasi la norma. Non solo al Senato, dove l’esecutivo beneficiava di una maggioranza risicatissima ma anche, spesso e volentieri, alla Camera, cioè nel ramo del Parlamento con la più solida maggioranza di centrosinistra.

Dal canto loro, i sindacati ribadiscono le ragioni che agitano da qualche mese: “La richiesta di fiducia sul decreto legge Gelmini dimostra che per questo governo il Parlamento, così come le parti sociali, sono solo un impiccio”, ha spiegato Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil.

“Mettendo la fiducia – ha continuato – per accelerare il provvedimento l’esecutivo dimostra di disprezzare il ruolo delle Camere in cui le forze democratiche devono e possono confrontarsi”. Il maxiemendamento, su cui il Parlamento voterà la fiducia, peggiora il testo iniziale, secondo i rappresentanti sindacali.

Ad esempio laddove stabilisce che le ore aggiuntive che spetteranno al maestro unico verranno pagate con i fondi di istituto.

D’altronde, questa novità si è rivelata necessaria dopo che le commissioni Bilancio parlamentari hanno mandato a dire a chiare lettere che il surplus orario del super-maestro non avrebbe avuto la copertura finanziaria.

Ad ogni modo, il sindacato è ormai pronto allo sciopero unitario (data probabile il 31 ottobre) dopo che anche Cisl e Uil si sono accodate alla protesta della Cgil e alle mobilitazioni messe in campo da alcune settimane da Unicobas.

“Lo sciopero è opportuno – ha commentato Guglielmo Epifani – ed è molto positivo che si sia trattato di una decisione unitaria. Bisogna reagire alla controriforma proposta dal ministro Gelmini. In questo senso c’è una grande aspettativa di famiglie, studenti e lavoratori”.

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