cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Alitalia, Ryanair e Cai

Autore: barbera. Data: giovedì, 2 ottobre 2008Commenti (0)

Molti punti oscuri

Il presunto salvataggio di Alitalia, dopo la definizione dell’accordo, ha lasciato una voragine di dubbi e come fatalmente doveva accadere cominciano ad emergere le contraddizioni.

La compagnia irlandese Ryanair, leader mondiale del low cost, ha presentato un esposto alla Commissione europea contro il piano di salvataggio messo a punto da Cai e governo Berlusconi e ratificato dalle organizzazioni dei lavoratori.

Gli irlandesi denunciano “un aiuto di Stato non consentito”.

Ryanair sostiene che ‘il governo italiano ha cancellato fino a 2 miliardi di euro di debiti, garantisce gli investimenti del consorzio e ha sottoscritto forti concessioni ai sindacati in cambio del loro accordo a questo piano ridicolo”.

Indipendentemente dai contenuti ‘vivaci’ della protesta della compagnia low cost è indubbio che la ‘bad company’, con i suoi debiti a carico dello Stato, di fatto produce una forma indiretta di aiuto pubblico alla ‘vecchia’ Alitalia.

La Commissione europea al momento non ha ancora ricevuto alcun documento dall’Italia sul nuovo assetto di Alitalia. Fabio Pirrotta, portavoce del commissario ai Trasporti (Antonio Tajani, ex portavoce del presidente del Consiglio Berlusconi), ha detto: “Dipende dall’Italia decidere se, quando e a chi notificare il piano. Per ora a noi non è stato comunicato nulla”.

Intanto, Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Pd  ha annunciato il voto contrario del Pd sul decreto Alitalia.

L’esponente del Pd ha detto: “Il voto contrario del Pd non è contro il salvataggio di Alitalia, ma contro il modo pessimo, pericoloso, con il quale il Governo è arrivato a questo risultato a cominciare dalla scelta dell’uso del decreto legge per modificare importanti norme ordinamentali”.

La posizione del partito di Veltroni appare singolare. Si afferma che l’intera operazione Cai-Alitalia nasce addirittura da scelte “pericolose”, ma se ne accetta l’esito.

Zanda, poi, raggiunge livelli di confusione impensabili. Sulla scelta del partner straniero dice di sperare che “avvenga con una procedura aperta, rigorosa, che non si fermi a valutare solo gli aspetti economici, ma dia il giusto peso al progetto, alle prospettive strategiche, al piano industriale”.

Fino ad oggi il piano industriale, a patto che esista, non è mai stato discusso nella sua completezza.

Poi il senatore democratico aggiunge: “Dobbiamo confrontare i costi del passaggio da Alitalia a Cai con quelli da Alitalia a Air France, poichè c’è una differenza di due miliardi e 500 milioni. Sul costo sociale, delle due ipotesi è stato ricordato che il piano Air France prevedeva 2.120 esuberi. Per la nuova Alitalia sono circa 7.000, oltre agli esuberi di quelle realtà Alitalia rimaste fuori dal perimetro dell’accordo, come il Cargo. I costi economici delle misure sociali non sono conosciuti. Ma è probabile che gli esuberi siano tre volte di più di quelli che avremmo avuto a marzo con Air France”.

Ma Zanda non ha anche detto di “non essere contrario al salvataggio Alitalia” secondo il piano Cai? Il suo segretario Veltroni non ha annunciato di sentirsi protagonista per “l’esito positivo della trattativa”?

Infine il dubbio finale. Oggi “l’assemblea di Cai ha deliberato all’unanimità di ratificare il ripristino dell’offerta di acquisto su Alitalia, già comunicato da Roberto Colaninno al commissario straordinario Fantozzi il 25 settembre”, si legge in un comunicato della cordata voluta da Berlusconi.

Per quanto l’Italia non sia un Paese particolarmente legato ai formalismi delle procedure, sorge una domanda: a che titolo hanno trattato Colaninno e Sabelli? Cai aveva ritirato l’offerta e l’ha riproposta solo oggi e risulta inesistente la possibilità di “annunciare” deliberazioni prima che avvengano. Così, in attesa di…

La ‘convinzione’ della cordata nel voler raggiungere lo ‘scopo’ ovvero la rifondazione di Alitalia per garatire al ‘tricolore di continuare a volare nei cieli del mondo’ era così forte da non aver suggerito di costituire una Spa. La Cai srl, ad accordo raggiunto, ha però deciso di fare sul serio e Sabelli ha detto che per la trasformazione della Cai da Srl a Spa ”la tabella di marcia è sempre più veloce”.

Insomma, Cai si dota di una forma societaria più idonea a risultato ottenuto, i suoi amministratori trattano prima della reiterazione dell’offerta di acquisto e sul partner straniero, che sembrava arrivare ad ore, Colaninno ha concluso oggi con un “ne abbiamo parlato”.

Corrado Passera, inventore del piano di salvataggio di Alitalia e Airone, ha aggiunto: “La scelta del partner per Alitalia fa parte delle cose che si faranno nelle prossime settimane”.

Ma non era determinate per alcuni l’esistenza immediata di un soggetto industriale forte a sostegno dell’esile struttura proposta da Cai? E non c’era la spasmodica attesa di Air France-Klm, British e Lufthansa fuori dalla porta della cai? Almeno a leggere i giornali italiani, quelli esteri erano e sono ben più cauti.

La cordata che dovrebbe salvare Alitalia appare sempre di più come uno strano gruppo di imprenditori alle prese con una ‘mission aziendale’ del tutto nebulosa.

Un esempio preoccupante della professionalità degli ‘industriali’ del Bel Paese, non inteso come formaggio.


Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Articoli correlati

Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008