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Alitalia, nuovi interrogativi

Autore: barbera. Data: mercoledì, 22 ottobre 2008Commenti (0)

Come era facile prevedere la complicata matassa Alitalia non accenna a sbrogliarsi. La giornata di ieri ha segnato alcuni punti di una certa importanza, anche se al momento non sono chiari i loro gli effetti sul quadro generale.

I piloti
Ieri Anpac, Up, Filt Cgil piloti, Fit Cisl piloti, Uilt piloti e Ugl piloti hanno unanimemente richiesto a Cai di tornare al tradizionale contratto collettivo aziendale piloti, separato dalle altre categorie di personale, abbandonando i concetti di contratto unico, di Rsu ed anche di comandanti/dirigenti.

In una nota congiunta si legge che “viste le diverse specificità della categoria che, di fatto, rendono complessa, farraginosa e poco produttiva l’applicazione del contratto unico con relative Rsu e tenuto conto delle difficoltà nell’accettazione del concetto di comandante-dirigente da parte del sindacato confederale tutte le sigle dei piloti hanno infatti considerato molto più utile, ai fini di una rapida e positiva risoluzione del confronto sulla stesura contrattuale, proporre a Cai la formula del contratto piloti separato e privo del ricorso alle Rsu”.

La delegazione tecnica Cai presente al tavolo, prosegue la nota, ”ha ritenuto opportuno aggiornare la riunione a data da destinarsi per approfondimenti con la proprietà e con gli organi esecutivi in merito alle diverse possibilità emerse”.

L’accordo quadro firmato da tutte le organizzazioni sindacali e dalle associazioni prevedeva in modo esplicito una collocazione specifica per i piloti. Ora per loro la questione si riapre completamente e si affronterà in “data da destinarsi”. Questione di complessa soluzione.

Ma la compagnia non stava fallendo? Non era con l’acqua alla gola? E’ possibile rimandare a non si sa quando la redazione del contratto?

Il governo
“Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha ricevuto ieri a palazzo Chigi il presidente di Cai Roberto Colaninno e l’amministratore delegato Rocco Sabelli, insieme all’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. L’incontro, riferiscono fonti vicine alla Cai, serve a fare il punto sulla vicenda Alitalia ed era programmato da tempo”, rilancia l’agenzia Ansa.

Possibile l’incontro fosse programmato, se non fosse che oltre allo stop della trattativa coi piloti, le nebbie su quello con gli assistenti di volo e la fiducia sul decreto oggi è anche intervenuta la Iata, che rappresenta quasi tutte le compagnie aeree del mondo.

I vettori chiedono al governo italiano di cancellare la sovrattassa sui biglietti aerei prevista dal decreto su Alitalia. La misura era stata introdotta per raccogliere le risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori sociali per i dipendenti di Alitalia in esubero.

Giovanni Bisignani, numero uno della Iata, in una lettera inviata ai ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e del Lavoro, Maurizio Sacconi, non condivide il fatto che i passeggeri di tutte le compagnie aeree ”debbano pagare il conto per i costi sociali dei dipendenti di una compagnia in liquidazione di proprietà del Governo”, aggiungendo di trovare il provvedimento “sbagliato e indifendibile”.

Per l’associazione mondiale delle compagnie aeree ”come principale azionista di Alitalia il governo ha chiaramente la sua parte di responsabilità in questa triste situazione e, conseguentemente, le indennità previste dovrebbero essere finanziate in un altro modo”.

Sotto accusa, precisamente, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco destinata a finanziare il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del settore del trasporto aereo, prevista dal decreto, e aumentata con un emendamento a 2 euro per passeggero e per tratta.

Le cifre indicate da Bisignani non sono esatte. I tecnici del Servizio Bilancio della Camera, in un dossier sul provvedimento Alitalia, fanno notare che l’incremento della tassa di imbarco, così come previsto dalle ultime modifiche al decreto legge per la Compagnia aerea, potrebbe comportare ”un maggior gettito che potrebbe essere quantificato in circa 100 milioni di euro all’anno”. Cioè una tassa da 1 a 3 euro.

Ora, se si apre un confronto con la Iata dove troverà il governo i soldi per finanziare la cassa integrazione e la mobilità?

Il decreto
La fiducia sul decreto legge Alitalia sarà votata nell’aula della Camera oggi alle ore 14.45. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia avranno inizio alle 13.30. Dopo la fiducia si avrà il seguito dell’esame del provvedimento, con gli ordini del giorno, che dovrebbe concludersi entro domani con il voto finale.

Su questo Aurelio Misiti, capogruppo di Italia dei valori presso la IX Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, ha detto: ”Nessuna forma di ostruzionismo dell’opposizione è alla base della richiesta di fiducia da parte del Governo sulla legge riguardante il salvataggio di Alitalia. Il dibattito svoltosi in Aula a Montecitorio sulla legge di riconversione è stato una presa in giro. Lavoro inutile perchè il governo, come al solito, non ha esitato a scegliere la scorciatoia regolamentare. Il testo del decreto varato dal Senato presenta, infatti, carenze enormi ed è facilmente impugnabile presso la Corte Costituzionale. Nonostante la consapevolezza di numerosi deputati della maggioranza non si è potuto procedere alla correzione del testo per la caparbia e irragionevole presa di posizione dell’esecutivo”.

Insomma, qualche dubbio sul provvedimento è lecito.

Ryanair
Sull’intera vicenda si è espresso l’amministratore delegato della Ryanair, Michel O’Leary.

La compagnia irlandese farà base ad Alghero con un ”nuovissimo Boeing 737-800” per 18 destinazioni (di cui 6 rotte interne) ed una stima di ”1,2 milioni di passeggeri l’anno, sostenendo 1.200 posti di lavoro locali e facendo risparmiare ai visitatori da e per Alghero piu’ di 130 milioni di euro rispetto alle alte tariffe ed alla sovrattassa carburante di Alitalia”.

A Cagliari ”Ryanair inizierà con due nuovi aeromobili di base, che opereranno 19 rotte (9 interne), trasporteranno annualmente piu’ di 1,3 milioni di passeggeri, sostenendo 1.300 posti di lavoro locali e facendo risparmiare ai passeggeri piu’ di 150 milioni di euro”.

O’Leary ha annunciato che ”per festeggiare” l’apertura di nuove basi e nuove rotte in Italia la compagnia offrira ”un milione di posti a 5 euro tutto incluso”, da prenotare entro giovedì 23 ottobre per voli in novembre, dicembre e gennaio.

Oltre all’offensiva di Ryanair, determinata dall’incertezza nella quale versa Alitalia, l’amministratore delegato ha aggiunto che Alitalia e AirOne non hanno insieme grandi possibilità di successo: dovranno tagliare rotte e personale e finiranno per andare con la Lufthansa o Air France per alimentare i loro hub.

Secondo  O’Leary i problemi dell’Alitalia nascono dalla forte dipendenza dei manager della politica e un eccesso di personale. “Il problema di Alitalia – ha detto il top manager, incontrando i giornalisti nel corso di una conferenza stampa – è che nessuno ha tanti dipendenti: la Ryanair gestisce quasi sessanta milioni di passeggeri con cinquemila dipendenti mentre l’Alitalia ne trasporta ventisei milioni e ha ventimila dipendenti”.

O’Leary ha poi puntato l’indice contro l’influenza della politica: “Il problema è anche – ha proseguito il numero uno della Ryanair – l’estrema politicizzazione dei manager: sarebbe meglio se potessero fare il loro lavoro senza essere controllati dalla politica”.

E guardando al futuro, l’amministratore delegato della Ryanair vede un’Alitalia più piccola, con meno rotte e tariffe ancora più alte. Riguardo alle rotte che l’Alitalia potrebbe lasciare, il top manager irlandese ha reso noto che la Ryanair ha già chiesto all’Enac e alla Assoclearance di poter avere gli ‘slot’ di Roma e Milano che l’Alitalia abbandonerà: i tempi dipendono dalle decisioni che prendera’ l’Alitalia, ma la Ryanair ha a disposizione venti aerei e se si libereranno gli slot è pronta a partire. Riguardo, infine, al ricorso presentato dalla compagnia low coast all’Unione Europea contro il prestito ponte messo a disposizione dell’Alitalia da parte del Governo, O’Leary si è detto certo del successo del ricorso, anche se prevede che tale decisione finirà per non avere alcun effetto visto l’atteggiamento delle autorità comunitarie.

Tralasciando i contenuti polemici ed i toni propagandistici del manager di Ryanair e il trattamento non proprio eccezionale cui è sottoposto il personale della compagnia low cost, alcune delle sue affermazioni lasciano capire come la fragilità del piano Fernice, masso a punto da Cai, siano reali. La concorrenza internazionale comincia ad affilare le armi, mentre in Italia tutto sembra essere immerso nella palude del dubbio. Se di dubbio si tratta.

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