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Alitalia: adesso tocca al call center

Autore: barbera. Data: venerdì, 3 ottobre 2008Commenti (0)

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Anche oggi Alitalia contina a far discutere. Adesso è l’sssociazione dei tour operator Astoi, che fa capo a Confindustria, a protestare. Dopo l’approvazione del decreto su Alitalia, passato ieri in Senato, la quota del fondo speciale per il sostegno al reddito si raddoppia  portando il totale della tassa a 3,50 euro a passeggero.

“Questo ennesimo tentativo di scaricare ulteriori costi sui passeggeri e di conseguenza anche su un settore che sta attraversando un periodo di gravi difficoltà non è accettabile – dice Astoi -, tanto più che tutti questi fondi raccolti (per l’anno in corso si stimano circa 250 milioni che diventerebbero con la nuova ipotesi 350 milioni per il futuro) non affrontano nemmeno in parte il problema della tutela dei passeggeri in caso di fallimento di vettori aerei.

Astoi – dichiara il presidente Roberto Corbella – invita il Governo “a rivedere questa scelta e a confrontarsi con le associazioni di categoria per valutare l’introduzione di norme concrete a tutela dei passeggeri”.

L’aumento della tassa è stato deciso per coprire i costi della cassa integrazione dei lavoratori espulsi dalla ex Compagnia di bandiera. Astoi, per nulla interessato al destino dei dipendenti Alitalia, tuttavia critica le decisioni del governo e ‘dimentica’ che l’altissimo numero di licenziamenti ed il conseguente costo per lo Stato sono il risultato di un accordo con la Cai, della quale fa parte la presidente di Confindustra, Emma Marcegaglia.

Intanto i guai per l’indotto Alitalia sono cominciati. Alessandro Genovesi, segretario nazionale di Slc-Cgil, avverte che nei prossimi giorni sono a rischio ben 1.600 posti di lavoro a Palermo. Si tratta dei centralinisti di Alicos, il grande call center palermitano del gruppo Almaviva che lavora per Alitalia e che vanta più di 7 milioni di euro di crediti verso la compagnia di bandiera e che non ha avuto ancora garanzie sulle commesse future.

Genovesi ha affermato che sono “ragazze e ragazzi con un contratto a tempo indeterminato, molti neo genitori che a Palermo difficilmente potranno trovare un nuovo lavoro. Siamo cioè alle prese con un dramma sociale di proporzioni enormi e che in troppi stanno sottovalutando. Come Segreteria Nazionale di Slc-Cgil, insieme a Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e alle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil siamo già tutti impegnati a fare il massimo, per ottenere da tutte le parti in causa (governo, regione Sicilia, Alitalia e Cai) le necessarie garanzie. Garanzie tanto sui crediti passati che sulla continuità dei rapporti commerciali con la nuova compagnia aerea”.

Il “dramma sociale” individuato da Genovesi accompagna quello dei probabili settemila lavoratori della ‘casa madre’ Alitalia in procinto di essere licenziati e del non quantificabile indotto che ruota intorno all’areoporto di Fiumicino.

Lunedì prossimo è in programma un incontro con la proprietà di Alicos e del gruppo Almaviva al fine di fare un punto sui diversi problemi aperti. Dopo l’incontro sarà convocata una riunione con le Rsu, non escludendo che possano essere chiesti specifici tavoli con i diversi soggetti in campo sulla vicenda Alitalia. “Intanto – ha concluso Genovesi – invitiamo le Rsu ed i lavoratori di Alicos a mettere in campo tutte le possibili azioni di sensibilizzazione verso la Regione e l’opinione pubblica, con manifestazioni e presidi a fine turno presso le principali istituzioni locali”.

Sul difficile percorso che ha portato alla trattativa è intervenuto, forse con poca accortezza, il Commisario Augusto Fantozzi in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Parlando di Colaninno ha detto: “Mi ha colpito molto il suo discorso a a Palazzo Chigi. Un uomo capace di coraggio e di sopportazione. All’interno della Cai non tutti la pensavano come lui”. 

Fantozzi aggiunge che nella Cordata “non tutti sopportavano di prendersi monetine e insulti come ‘assassini’ e ‘banditi”’ ed aggiunge un particolare inedito: ”Non l’ha fatto (Colaninno, ndr) per fare un piacere a Berlusconi. Certo, neppure per la gloria. La cordata punta a fare profitto”.

Un punto di vista interssante, che mostra i ‘capitani coraggiosi’ più interessati all’affare che al prestigio delle ‘ali italiane sul mondo’. Sul ruolo di Veltroni Fantozzi conclude: ”Quando ci fu la rottura, ha contribuito a riportare al tavolo Epifani”.

Il segretario del Pd, intanto, sembra aver scoperto la realtà. In un passaggio della sua relazione conclusiva alla direzione del partito ha affermato: “Questo governo ha atteggiamenti intollerabili: non è possibile che un presidente del Consiglio dica cose non vere, dica cose palesemente non vere e che tutti sanno non essere vere. Ha detto, ad esempio, di aver preso l’elicottero della Protezione civile per visitare dei campi Rom, ma tutti sanno che non è vero. Ha detto che sarebbe partito per Milano con fascicoli su Alitalia sottobraccio, ma tutti sanno che non è vero. Ma è mai possibile che si possa dire tutto e i contrario di tutto?”.

Lo stupefatto Veltroni ha poi aggiunto:”Berlusconi ha detto di non aver mai insultato il capo dell’opposizione, ma è stato smentito dai titoli delle agenzie. Se la prende con tutti e insulta il capo dell’opposizione, i sindacati, il Parlamento”.

Ci sarebbe da chiedere al segretario del Pd dove fosse negli utimi anni.

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