A Molfetta niente donne
Il sindaco non le vuole in Giunta
Nessuna donna nella Giunta comunale di Molfetta, cittadina di 62.546 abitanti in provincia di Bari. Il sindaco “maschilista”, così viene etichettato da molte associazioni a difesa delle donne, si chiama Antonio Azzolini, è senatore, ed è un rappresentante del partito del ‘Popolo delle Libertà’ (Pdl).
Ma veniamo ai fatti. Azzolini, rieletto per il Pdl alla guida del Comune del barese, ha nominato 10 assessori, tutti uomini, ingnorando lo Statuto comunale che, all’articolo 37, recita così: “Il Sindaco, nella formazione della Giunta, assicura la presenza dei due sessi”. Il sindaco, poi, non ha cedimenti neppure dopo la lettura della Costituzione italiana, che al primo comma dell’articolo 51 recita: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.
A Molfetta è molto attiva una Consulta femminile, la stessa che fece approvare il sopra citato articolo ‘37’. Azzolini la ignora.
Ad aiutare le donne del comune pugliese c’è un uomo, Luciano Anelli, da sempre attivo nella lotta per le pari opportunità.
“La Consulta femminile – spiega Anelli – ha inviato al sindaco, agli assessori e a tutti i consiglieri comunali di Molfetta, due lettere nelle quali formula una vibrata protesta per la violazione dello Statuto comunale e rivolge un invito affinché sia assicurato il rispetto delle regole democratiche approvate”.
“Per tale violazione – aggiunge – la Consulta femminile ha inoltrato ricorso al prefetto di Bari, che a sua volta ha chiesto un parere al ministero degli Interni. Nel contempo, la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Magda Terrevoli, il consigliere per la Parità della Regione Puglia, Serenella Molendini, e la presidente dell’associazione ‘Tessere’, Rosangela Paparella, con l’avvocato Francesca La Forgia, hanno inoltrato ricorso al Tar, che in data 12 settembre ha accolto la domanda di sospensione del provvedimento di Giunta e ha ordinato al sindaco di provvedere, entro dieci giorni, al rinnovo delle nomine dei componenti della Giunta”.
“La sentenza della terza sezione del Tribunale amministrativo – conclude Anelli – ha azzerato le nomine degli assessori, dando un tempo minimo al sindaco per rieleggere una Giunta, che però potrebbe essere la stessa (tutti uomini) se accompagnata da valide motivazioni sulla mancata applicazione dell’articolo dello Statuto citato (quello che assicura la presenza femminile in Giunta)”.
Le donne, dunque, rischiano di essere escluse lo stesso. Soprattutto se si considera che il sindaco Azzolini ha contestualmente preannunciato anche il ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar.
Le donne della Consulta, però, non intendono stare ad aspettare e coinvolgono, in una petizione popolare per fare valere i propri diritti, chiunque voglia aderire. “Auspichiamo – dicono – che la nostra voce diventi cassa di risonanza per creare un movimento di opinione che coinvolga tutte le donne e sostenga, attraverso azioni concrete, ulteriori iniziative, anche legali, per il consolidamento delle decisioni già espresse dal Tar Puglia, sede di Bari”.
“Tale vicenda – sottolineano – costituisce un punto fermo per il riconoscimento e l’affermazione dei principi di uguaglianza che ispirano la Costituzione italiana ed è indispensabile promuovere il coinvolgimento di tutti gli organismi di parità nazionali, regionali e locali. Chiediamo – concludono – attestazioni di solidarietà da inviare alle alte cariche istituzionali dello Stato affinché sia assicurata la presenza dei due sessi nella Giunta (articolo 37 dello Statuto comunale) e affermato il principio delle pari opportunità presente nell’articolo 51 della Costituzione”.
Vincenzo Chiumarulo
Per aderire al documento di protesta delle donne di Molfetta si può scrivere a consultafemminile@comune.molfetta.ba.it. o telefonare allo 080.335.94.16 (numero valido anche per inviare fax).


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