Università multietnica
Migliaia di studenti extra-comunitari
Sono oltre 38.000. Provengono dall’Albania, dalla Grecia, dalla Romania e dal Camerun. Aspirano a diventare medici, economisti, letterati e ingegneri. Frequentano prevalentemente gli atenei del Nord d’Italia e sono soprattutto donne.
Questo l’identikit dello studente straniero tracciato dall’indagine che analizza le caratteristiche degli iscritti e dei laureati nell’Università italiana nel 2006.
La presenza di studenti con cittadinanza non italiana è un fenomeno che si è sviluppato soprattutto negli ultimi quattro anni. A fronte di un incremento complessivo del numero di iscritti nelle facoltà italiane (8,6%), il boom registrato per gli studenti stranieri è stato pari al 65,9%. Particolarmente forte è stata la spinta registrata nell’anno accademico 2002/03 quando la crescita ha superato il 20%. Dinamiche ancora più importanti tra i laureati, dove l’aumento degli stranieri dal 1998 al 2004 è stato del 123,1% contro una variazione del 91,9% riferita all’intera popolazione universitaria.
L’analisi indaga anche la provenienza degli studenti stranieri: oltre il 40% di loro proviene dalle regioni extra UE 25. Una percentuale rilevante è di appartenenza comunitaria (29,1%), ma non mancano asiatici (10,1%) e africani (9,6%), mentre coloro che giungono dalle americhe sono appena l’8% del totale. Nell’anno accademico 2004/05 la nazionalità più rappresentata nelle università italiane è stata quella albanese con una quota del 24,9%, seguita a ruota da quella greca (15,7%), rumena e del Camerun (entrambi pari al 3,4%). Nei primi quindici paesi, compare anche la Germania (3,3%), la Croazia (3%), la Polonia (2,8%) e Israele ( 2,6%).
Guardando invece ai percorsi universitari intrapresi, nell’anno accademico 2004/05 le facoltà più frequentate dagli studenti stranieri sono quelle ad indirizzo medico, economico-statistico e letterario. Sembra invece che tra tutte le facoltà quella maggiormente scelta dagli immigrati rispetto al totale degli iscritti sia chimica-farmacia, dove ben 5 studenti su 100 sono stranieri, confermando la predilezione verso le materie scientifiche e mediche da parte degli alunni senza cittadinanza italiana rispetto ai loro colleghi nostri connazionali.
La distribuzione degli studenti stranieri in base al sesso non mostra grosse differenze con quella riferita per l’intera popolazione universitaria. Oltre la metà degli iscritti è donna, con incidenze che raggiungono il 57,8% per quanto riguarda le studentesse straniere e il 56,1% se si fa riferimento al totale della popolazione universitaria.
Gli studenti stranieri che si laureano negli atenei italiani sono per oltre un quarto dottori in medicina (26,4%) e per il 14,4% in materie economico-statistiche, seguendo le proporzioni osservate per gli iscritti.
Ma se l’analisi si concentra sul rapporto tra laureati stranieri e italiani nella stessa facoltà , l’ateneo che sforna più dottori con cittadinanza non italiana è ancora una volta quello della facoltà di medicina (3,1 stranieri laureati su 100), seguito da chimica-farmacia (2,4), linguistica (2,3) e infine architettura (2). Essi provengono per la maggior parte dalla Grecia (19,2%), dall’Albania (10,2%) e dalla Germania (5,5%), ma non mancano svizzeri (4,1%), israeliani (4%) e croati (4%).


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