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Una buona vendemmia

Autore: . Data: mercoledì, 3 settembre 2008Commenti (0)

Problemi in Francia

E’ tempo di vendemmia, dopo una primavera piovosissima e un’estate caldo-umida. Se la Coldiretti proclama lo storico sorpasso dell’Italia sulla Francia, il ministero dell’Agricoltura transalpino preannuncia la più debole raccolta d’uva dal 2000 ad oggi, inferiore del 10% alla media degli ultimi cinque anni. E il ministro italiano della Politiche Agricole, Zaia, prova a cavalcare la notizia, evidenziando la rivalsa nei confronti dei tradizionali competitori francesi senza peraltro spiegare ai cittadini quali siano i veri motivi della “vittoria”.

“Le quantità di vino dovrebbero avvicinarsi ai 47 milioni di ettolitri – dicono alla Coldiretti – e dal punto di vista qualitativo le previsioni in Italia sono per una vendemmia di buona qualità con un 60 per cento dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt”.

La produzione riguarderà per quasi i due terzi Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia. “Occorrerà tuttavia – aggiungono alla Coldiretti – fare i conti con le condizioni meteorologiche che già hanno influito in alcune regioni del Nord Italia; è prevedibile un buon recupero delle regioni meridionali, che lo scorso anno erano state le più colpite dal calo produttivo, una discreta vendemmia in linea di massima in centro Italia e nel Nord Est, con produzioni di uva previste stabili o in recupero sul 2007. In calo, rispetto all’anno precedente, la produzione delle regioni nordoccidentali (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) e della Lombardia”. E la vera notizia, a ben guardare, sta proprio qui. Lo “storico sorpasso” non si deve infatti a meriti qualitativi, bensì alle bizze primaverili di Giove Pluvio, vale a dire alle conseguenze delle condizioni atmosferiche degli ultimi mesi.

Così si spiega, a fianco ai cattivi risultati della vendemmia francese, la preoccupazione dei produttori di vino piemontesi. Sappiano, gli amanti dei rinomati vini monferrini, dal Dolcetto al Barbera, che la raccolta dell’uva locale, come ha reso noto la Coldiretti di Asti, “rischia di essere una delle più povere della storia, con una perdita di produzione del 50% a causa del maltempo di maggio: e stiamo parlando della provincia con la più estesa area agricola a vigneto, con oltre 18 mila ettari”.

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