Rifiuti: problemi anche nel palermitano
Fuoco ai cassonetti
A Bagheria, Porticello e Santa Flavia, Villabate, comuni del palermitano, da alcuni giorni decine di cassonetti dell’immondizia vendono dati alle fiamme. Il motivo della protesta è da ricondursi alla crisi finanziaria nella quale versa il Consorzio Intercomunale Rifiuti, Energia, Servizi (Coinres), che si occupa della raccolta dell’immondizia. Le difficoltà dell’azienda hanno bloccato la raccolta dei rifiuti, producendo conseguenze simili a quelle avvenute in Campania.
La possibilità che dietro gli incendi non ci sia solo l’iniziativa di singoli cittadini, ma un disegno criminale organizzato è più che un sospetto. Da mesi la Direzione distrettuale antimafia di Palermo sta indagando sulla gestione del servizio rifiuti in ventidue comuni della provincia.
In alcuni casi, come a Bagheria, le fiamme sono state appiccate nella prima serata, poco dopo il tramonto e a poche decine di metri dalla sede locale del Coinres.
Intanto, l’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali ha deciso un’anticipazione straordinaria di 3 milioni di euro per il Consorzio, ma si aspetta la prima riunione utile della giunta regionale per ratificarlo. .
Francesco Scoma, l’assesore responsabile della delibera, l’ ha giustificata dicendo: “Abbiamo convenuto di adottare un provvedimento che consenta di ‘tamponare’ la crisi finanziaria del Coinres: una anticipazione che deve essere destinata agli interventi economici urgenti per la prosecuzione dei servizi di spazzamento, raccolta e conferimento dei rifiuti”.
Una azione determinata dall’emergenza, non i grado, quindi, di risolvere il problema ala radice.
Seguendo le suggestioni indotte dal disastro campano alcuni chiedono l’intervento dell’esercito, ormai evocato nelle situazioni più varie, dal mantenimento dell’ordine pubblico, al controllo dei cantieri per prevenire infortuni, alla raccolta dell’immondizia. Prefigurando un nuovo tipo di Forze Armate, inserendole nel capitolo ‘tappabuchi’.
Per quanto la situazione siciliana sia meno grave di quella esplosa a Napoli, mostra quanto la cattiva gestione del comparto ‘smaltimento rifiuti’ non sia circoscritta alla sola Campania.


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