Prostituzione, multe e minigonne
Tra l’italico efficientismo della prima ora e gli inviti alle cittadine romane “a non vestirsi in maniera succinta” si consumano le prime multe per prostitute di strada e clienti.
Venti multe, questo il bilancio della prima operazione di controlli antiprostituzione pianificata nel pomeriggio di ieri dagli agenti della Polizia Municipale di Roma, rispondendo, solo poche ore dopo la sua presentazione, all’ordinanza dell’efficientista sindaco Gianni Alemanno.
Le prime operazioni di polizia, nelle quali sono stati coinvolti una quarantina di agenti, si sono svolte in via Salaria, in via Palmiro Togliatti e nel Prenestino. Secondo il bilancio, 17 multe sono state elevate a prostitute, in maggioranza romene, e tre ai loro clienti. Uno di questi, il primo secondo le cronache romane, sarebbe un giovane di 23 anni di professione meccanico, che nulla sapeva del provvedimento e che si è visto notificare una multa di 200 euro.
Sempre secondo le cronache, il giovane avrebbe preso con ironia quanto accaduto, precisando però di non votare più il sindaco alle prossime elezioni.
Poca ironia, invece, nelle reazioni delle prostitute. “Questi 200 euro di multa non li pago” ha detto – secondo l’agenzia di stampa Ansa – Mariana, 22 anni, la prima prostituta ad essere stata multata dalla polizia municipale a Roma, leggendo e rileggendo il verbale di contravvenzione. “Questi soldi io non li ho – aggiunge- quel poco che guadagno lo spedisco alla mia famiglia in Romania”. Le fa eco Memé, 24 anni, da otto mesi in Italia. Stringe in mano la multa, l’accortoccia e poi sbotta: “Se mi garantiscono un altro lavoro, giuro che non batto più. Guadagno 600 euro al mese e una parte la spedisco a mia figlia che vive ancora in Romania.
Secondo le cronache, sul verbale consegnato a quattro ragazze romene sulle Salaria, i vigili romani avevano scritto che le ragazze “adescavano i clienti per attività di meretrice”.
E mentre sia a Roma che a Verona alcuni avvocati, attivati dal Comitato per i diritti delle prostitute, stanno preparando ricorsi, critiche circostanziate sono arrivate anche dal sindacato della Polizia Municipale (Sulpm).
“Comprendiamo lo sforzo del sindaco per reprimere la prostituzione sulle strade, ma riteniamo che forse quell’ordinanza andava scritta diversamente in quanto ci sono dei punti che daranno il via ad una serie interminabile di contestazioni giudiziarie e alla fine sarà la Cassazione a dover metterci mano, come accaduto con quelle parti poco chiare del Codice della strada” ha scritto il Segretario Generale Aggiunto del Sulpm Alessandro Marchetti commentando l’ordinanza del Comune di Roma.
“Scrivendo che è vietato contattare soggetti dediti alla prostituzione ovvero concordare con gli stessi prestazioni sessuali, si intende che anche il solo contattare per chiedere ad esempio una sigaretta o portare un caffé, come fanno alcune associazioni di volontariato cattolico, ad un soggetto dedito alla prostituzione significa incorrere in una sanzione”.
“Chi specificherà quanto corta deve essere una gonna affinché si manifesti inequivocabilmente l’intenzione di adescare -aggiunge- Il rischio sarà di commettere l’errore di quei poliziotti che il 13 agosto scorso hanno fermato due studentesse peruviane presso la chiesa di S. Maria degli Angeli credendole delle prostitute”.
Il Sulpm annuncia quindi l’intenzione di chiedere al sindaco di “fare una circolare chiarificatrice” e nel frattempo invita “le donne di Roma a non vestirsi in maniera succinta”.


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