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Prostituzione: misure di facciata

Autore: . Data: giovedì, 11 settembre 2008Commenti (0)

Le misure del ministro Carfagna fanno discutere. Invece di colpire chi sfrutta si trasferiscono le ragazze al chiuso. Si sa, “occhio non vede, cuore non duole”. Intervista a Valerio Pedroni.


Valerio Pedroni è il coordinatore di Segnavia, un centro di soccorso dei padri Somaschi a Milano, molto attivo nell’aiuto alle donne vittime di maltrattamenti e riduzione in stato di schiavitù.

Con il disegno di legge “misure contro la prostituzione” che colpisce la pratica solo in luogo pubblico, che ne sarà della prostituzione in appartamento?

Aumenterà. Le donne che si prostituiscono in appartamento sono già moltissime e vivono condizioni simili a quelle che lo fanno in strada. Nel 2006 abbiamo condotto una ricerca in cui la prostituzione in appartamento risultava una questione molto complessa cui far fronte.
Le prostitute d’appartamento sono molto difficili da contattare per le forze sociali. Non potendo sapere cosa accade nel luogo chiuso, la donna paradossalmente è più a rischio di violenza.
Poi c’è lo stress psicofisico, oltre a quello di consumo del sesso, di dover rispondere a numerose chiamate al giorno, con le richieste più perverse. Di solito infatti mettono i loro annunci su Internet e e hanno un numero cellulare per ogni sito.

Non sarebbe auspicabile un disegno di legge che colpisce il problema alla radice, ovvero le organizzazioni criminali?

Assolutamente sì. La prostituzione in appartamento coinvolge tra l’altro più mafie: gli sfruttatori, i gestori dei siti internet e coloro che pubblicano gli annunci e i gestori degli immobili, in aluni casi in accordo con le agenzie immobiliari. Si tratta di un circolo criminale più ampio, organizzato e complesso.

La ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna non ha parlato dell’articolo 18 salva prostitute….

Mi auguro che rimarrà. Era già sopravvissuto alla Bossi-Fini. L’articolo 18 riguarda lo sfruttamento in generale (non solo sessuale) ed è un fiore all’occhiello dellla legislazione italiana. Garantisce il permesso di soggiorno alla donna che lascia la strada e un percorso di protezione sociale in comunità. Vivendo per mesi in una situazione sicura, la donna poi comincia a denunciare gli sfruttatori. In questo modo si colpiscono le organizzazioni criminali, la “radice” del problema.

Il disegno prevede anche il rimpatrio assistito per i minori costretti a prostituirsi. Cosa ne pensa?

Non è una novità. C’è sempre stato anche per gli adulti. Ma non è facilmente attuabile. Bisogna accertare che ci siano le condizioni idonee di ritorno del minore. I minori che arrivano con la tratta sono di solito adescati in situazioni famigliari di pesante disagio. Alcuni sono stati venduti dai genitori e quando rientrano vengono rivenduti.

A cura di Francesca Lancini

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