Multe per prostituzione a Roma
L’efficienza di Alemanno
La città è sommersa dal traffico, come sempre. Le strade hanno bisogno di manutenzione, il lavoro precario insegue govani e meno giovani con offerte di collaborazioni al limite dell’assurdo ed il sindaco Alemanno, reduce dal ricordo appassionato del fascismo, ha preso una decisione.
“Precederemo il disegno di legge presentato dal governo per reintrodurre il reato di prostituzione con quest’ordinanza che entra in vigore da oggi fino al 30 gennaio 2009″, ha comunicato in una conferenza stampa tenuta in Campidoglio.
Il sindaco non sa che il reato di prostituzione non è stato reintrodotto, sarà solo vietato ‘farlo’ per strada.
Alemanno ha aggiunto: “Prevediamo che entro quella data il disegno venga approvato e se così non sarà l’ordinanza verrà prorogata”.
Il sindaco ha aggiunto: “La sanzione per i clienti e per chi adesca è fissata in 200 euro per un problema legato ai regolamenti che stabiliscono questo tetto. Ci rendiamo conto che è una cifra troppo bassa e abbiamo già predisposto e approveremo nella prossima Giunta una nuova delibera che possa consentire di elevare la sanzione fino a 500 euro. Ci vorrà per questo passaggio una quindicina di giorni”.
Alemanno ha poi commentato il provvedimento dicendo di concepire “la prostituzione come una piaga sociale che ha per oggetto lo sfruttamento di esseri umani e la commercializzazione del corpo umano”.
Nell’ordinanza si legge: “All’attività di repressione viene abbinata quella fondamentale dell’accoglienza. Tutti coloro che scelgono di abbandonare il racket della prostituzione verranno assistiti e in questo contesto il Comune di Roma potenzierà la rete di accoglienza, dotandosi di nuove strutture e siglando protocolli di collaborazione con tutto quel mondo dell’associazionismo laico e cattolico che è impegnato in questo settore”.
Incurante delle critiche che proprio dall’associazionismo sono arrivate, il sindaco di Roma segue la scia di ‘sotto la propaganda il nulla’, applicata a tutto campo dal centro-destra. Il crescente controllo dei media nazionali favorisce questa strategia, elaborando una campagna di disinformazione di dimensioni preoccupanti.
Il provvedimento varato dal ministro Carfagna sarà di quasi impossibile applicazione. Per essere processati, infatti, cliente e prostituta dovranno essere colti nel momento del passaggio del denaro. Per legge è impossibile determinare l’esecuzione di un reato sulla base di un’intuizione, in un tribunale servono prove ed è difficile pensare a volanti della polizia o gezzelle dei carabinieri, mimetizzate tra le frasche, in attesa che i ‘delinquenti’ maneggino finalmente dei soldi dopo aver svolto le faccende del caso.
A patto accada, considerato il tempo necessario per un solo arresto, sarà interessante capire chi si occuperà delle rapine.


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