Misure contro l’inflazione
Adiconsum chiede un’azione decisa
Con una chiara presa di posizione Paolo Landi, segretario di Adiconsum, ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze della crescita dell’inflazione in Italia.
Landi ha dichiarato che è “Indispensabile congelare questa ondata di inflazione” e poi, rivolgendosi al ministro Scajola, ha chiesto di “ripristinare il monitoraggio sui prezzi alla pompa”.
Sebbene oggi il costo di un barile di pertolio sia tornato a crescere, negli ultimi giorni il calo resistrato sui mercati internazionali non aveva prodotto alcun beneficio per gli automobilsti italiani.
Come sempre, dichiarazioni, prese di posizione, contestazioni, ma nessuna azione decisa per adeguare le tariffe alla nuova sitiazione. Per questo motivo Adiconsum ha invitato l’Antitrust a “indagare su eventuali comportamenti di trust delle compagnie petrolifere e all’Unione Petrolifera di rendersi disponibile a definire criteri di trasparenza sull’adeguamento dei prezzi alla pompa”.
Molti dei prodotti più sensibili del paniere della famiglia stanno marciando con aumenti a due cifre, oltre il 15-20 per: pane, pasta, frutta, carburanti, energia, scuola, mutui, trasporti e da settembre-ottobre anche la telefonia mobile avrà aumenti di circa il 20 per cento.
Secondo Landi “mercato e liberalizzazioni funzionano egregiamente quando c’è da adeguare i prezzi al rialzo. Basta un aumento delle materie prime per scatenare aumenti a valle, come è avvenuto in questi ultimi mesi. Ma se le materie prime si ribassano il mercato va in tilt: le riduzioni vengono assorbite a vantaggio dei ricavi e dei profitti”.
Le attività di promozione di immagine del governo sono incessanti, ma – se si cerca con attenzione quali misure siano state prese per fronteggiare una crisi che non accenna in nessun modo a rientrare – si trova poco.
Adiconsum a questo proposito rileva che “in assenza di provvedimenti da parte del Governo il calo dei consumi e la recessione rischiano di aggravarsi nei prossimi mesi”.
L’associazione dei consumatori conclude: “Per questo è indispensabile che il Governo assuma la priorità di contrastare con ogni provvedimento il caro-vita. Emblematico al riguardo è il caso della benzina. A maggio il petrolio era sugli stessi livelli di oggi con un costo al distributore di 4 cent in meno. Non c’è bisogno di grandi studi per capire che siamo di fronte ad una non concorrenza a danno dei consumatori”.
Adiconsum ripropone l’esigenza, già richiesta al Ministro dello Sviluppo Economico e all’Unione petrolifera, di definire criteri di trasparenza concordati tra quest’ultima e i consumatori sull’adeguamento dei prezzi alla pompa, sia quando il petrolio sale sia quando scende, sotto il controllo dell’Autorità dell’energia.


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