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L’Isola dei famosi langue

Autore: . Data: venerdì, 19 settembre 2008Commenti (0)

Poche news dai naufraghi


Il declino della sinistra italiana segue per il momento quello degli ascolti dell’Isola dei Famosi. Le ‘scene di lotta di classe tra Cayo Paloma e Laguna Cacao’ non appassionano i telespettatori quanto le passate edizioni. L’epico scontro tra la squadra dei famosi tramontati e quella degli emergenti (vip e nip) ha preso il cinque per cento in meno di share, fermandosi ad un mediocre 19.

Per la Ventura non è un problema: “E’ tanta grazia che tenga questi livelli”. Se alla signora fossero applicati i livelli di produttività richiesti al personale di Alitalia da Cai, c’è da supporre che sarebbe preoccupata.

Per Supersimo ”il lunedì è una serata difficilissima – spiega la presentatrice – che noi non volevamo, ma il direttore Marano ci ha lasciato solo questa perchè con la Champions e Santoro, che non si possono spostare, non c’era alternativa”. Poi, come sempre elegante ed ironica, aggiunge: “Ho le spalle grosse, mi rimbalza tutto, anche gli uccelli del malaugurio”.

Intanto a Cayo Paloma si pesca. Tuttavia i vip non hanno il fuoco e non possono cucinarli. A risolvere il problema si sono prestati Luxuria e Tumiotto. A questo punto era possibile assistere ad uno spettacolo ineguagliabile. Come giovani esploratori al campeggio estivo. Tumiotto prova prima con un legnetto ed una corda e non combina nulla, allora interviene l’ex parlamentare di Rifondazione comunista. Memore dei suoi studi storici, applica la scienza pitagorica, ma non essendo Archimede fallisce. A nulla servono la ricerca di uno specchio che non c’è, l’uso di un paio di occhiali e il tentativo new age di utilizzare il coperchio di una pentola.

Viene il momento della prova ricompensa. il digiuno forzato dei vip ha dato ai meglio nutriti nip (per altro abituati dalla scarsa frequentazione dei buffet televisivi ad arrangiarsi) un vantaggio evidente. Così hanno vinto.

Il confronto tra ‘padroni’ e ‘proletari’ consisteva nel trasportare lungo il fiume delle pesanti casse, per poi depositarle su delle piattaforme poste all’arrivo. In palio confezioni di cibo in scatola.

Alla fine anche uno schiaffo morale. Ai ‘famosi’ gli ‘umili’ regalano sette scatolette, impietositi per le condizioni precarie di vita alle quali sono costretti questi esseri umani, forzati del gossip, ma non abituati al lavoro.

A margine anche le solite scene da avanspettacolo. Che s’ha da fà per una inquadratura. “Litigare con te è come litigare con il vento…” ha sospirato Belen, aggiungendo subito dopo un tenero: “Ti darei uno schiaffo, scema!”. Naturalmente si rivolgeva all’inarrivabile Flavia, che senza reagire cominciava un surreale monologo con se stessa: “Non me la devo prendere. Zen, yoga, peace and love!”.

Anche sul fronte dell’eleganza gli esempi sono fulgidi. Sempre Luxuria, rivolgendosi all’aristocratica Michi Gioia, cercando di aiutarla a prendere la terribile decisione di spaccare cocchi, le ha detto: “Fallo come fosse la capoccia del tuo peggior nemico”.

La rete del servizio pubblico diretta dal leghista Marano fonde con eccellente precisione la teoria del ‘celodurismo’ con il reality dell’avventura.

La pacifista Vento era in quel momento assente. Tuttavia non ha da lamentarsi, tra moltissimi post lasciati in un forum, un navigatore della rete ha lasciato questo commento: “Ho dato un’occhiata ai filmati dell’isola e devo dire che Belen e Veridiana stanno dimostrando di essere due donnette davvero stupide, senza intelligenza, classe e piene di cattiveria gratuita. Flavia Vento, per quanto se ne possa dire, si sta dimostrando molto superiore e sta attirando la mia simpatia. L’hanno presa di mira e secondo me Flavia sta dimostrando di essere molto forte. Devo aggiungere che Belen senza trucco lascia molto a desiderare, non c’è confronto con vere bellezze autentiche come Aida Yespica…la Santarelli anche lei era bellissima al naturale e pure simpatica, sicuramente non era nemmeno così cattiveriosa come un insulsa Veridiana”.

Non riusciamo a capire perchè il direttore Marano non voglia sospendere il programma di Santoro e dedicare l’intera Raidue all’Isola. In fondo con contenuti del genere è inutile qualunque altro approfondimento, il Paese è lo specchio perfetto del modello che con tanta fatica qualcuno oltre il Po ha saputo costruire.

In attesa della comparsa del ‘Che’ nessun’altra nuova dall’isola del conflitto di classe.

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