La tassa che stupisce
Nuova idea del ministro Calderoli
La proposta è del ministro della Semplificazione normativa e sarebbe appoggiata da Tremonti. Si tratta della “service tax”, la nuova imposta ‘federalista’ che coprirà i servizi che gli enti locali garantiscono ai cittadini sostituendo le entrate dell’Ici.
“Vi stupirà ”, dice il ministro leghista in un’intervista. Ma come funzionerà ? “Tutto quello che viene offerto dal Comune in termini di servizi, dall’aiuola alla pulizia del marciapiede, dal parcheggio all’acqua che ti arriva fino a casa, verrà coperto da questa tassa».
Come sarà davvero Calderoli non lo dice. La prossima settimana, rende noto, si incontrerà con Berlusconi e Tremonti “che sulla ‘service tax’ è gasatissimo, gli piace anche il nome”.
“Gasarsi” sul nome di una tassa non si era ancora visto.
Calderoli prova, comunque, ad essere più esplicito ed alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva cosa cambierà nella pratica qutidiana, ha risposto: “Che magari risparmieremo, dico a titolo di esempio, un dieci per cento di Irpef”. Per quale complesso calcolo non è dato sapere, considerando il “magari” e “a titolo di esempio”.
E se poi qualche sindaco non fosse particolarmente attento alle spese del suo comune: “Scialacquerà una volta sola – dice Calderoli – perché la gente lo giudicherà e non sarà più rieletto”.
L’obiezione elementare non viene in mente al ministro. Certo, non sarà rieletto, ma nel frattempo si sarà finiti nei guai e i cittadini dovranno tamponare il buco finanziario.
Sempre più pericolosa, la ‘febbre’ della dichiarazione colpisce esponenti del governo e dell’opposizione. A domande precise si ottengono risposte generiche, propagandistiche, ma per nulla in grado di offrire risposte credibili alla crisi nella quale è caduto il Paese.
Sulla tassa che “stupisce” altro non è dato sapere e nulla esclude che non se ne riparlerà più.


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