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La parola agli immigrati

Autore: . Data: giovedì, 4 settembre 2008Commenti (0)

La politica e i media polemizzano sul voto ai cittadini stranieri. Naturalmente nessuno si interessa di cosa ne pensano loro. Nei blog sono loro a discutertene. Con rabbia, delusione, speranza e anche ironia.

I giornali italiani e le loro edizioni on-line rilanciano a più riprese le parole con cui ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ribadito un parere espresso già in passato: la possibilità di far votare anche gli immigrati (purchè rispondano ad alcuni criteri) nelle elezioni amministrative. Le reazioni alle parole del politico di Alleanza nazionale non si sono fatte attendere.

E così, al discorso pronunciato da Fini ieri a Firenze, fanno da contraltare le dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni, alleato di governo, ma leghista: «Noi siamo stati sempre nettamente contrari e confermiamo la nostra contrarietà. Non credo che questa iniziativa vada avanti, non è all’ordine del giorno».

La situazione non è chiara. Il recordman del comunicato stampa, Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl e collega di schieramento, contraddice il suo leader, Fini: «Il voto agli immigrati è un tema in discussione da molto tempo, ma ritengo che in questa legislatura non ci siano numeri e condizioni per questa svolta che sarebbe un errore», aggiungendo poi «dare il voto a chi non è cittadino, anche solo per le elezioni amministrative, non sarebbe una scelta giusta».

Se per Fini si potrà fare un giorno, per Maroni mai, per Fini anche adesso e tutti gli altri li risparmiamo, una domanda viene spontanea: cosa dicono gli immigrati?

Basta collegarsi con ‘Stranieri in Italia, il portale dei nuovi cittadini’ per leggere pareri, idee, commenti. Di seguito ne riportiamo alcuni (a volte editati, altre volte ridotti), prelevati all’interno dell’apposito forum aperto dalla redazione del portale.

“Sona una straniera da 12 anni in Italia, ormai l’Italia è diventato per me come il mio paese, vivo, creato famiglia, bambini a scuola, casa, paghiamo le tasse come gli altri, non vedo un motivo per cui non dobbiamo votare anche noi”. (‘Violeta’)

“Penso che chi possiede la carta di soggiorno deve votare. Prendere la cittadinanza non vuole dire che sei integrato. Non c’è un tempo necessario per l’integrazione. Tutto dipende da come ti senti dentro, o se hai per cuore l’avvenire di questo paese. Ho 18 anni in Italia”. (‘Un pacifista’)

“Non mi interessa votare” (‘Hussen’)

In risposta a una serie di interventi scritti da un lettore che si firma “Leghista” , da un altro “Italiano fiero” e da un certo “Difensore dell’Italia”, non proprio eleganti nei loro post, un “anonimo” scrive:

“…l’ultimo commento lasciato dal ‘difensore dell’Italia’ è la viva dimostrazione del clima di intolleranza e di ignoranza che purtroppo persiste da troppo tempo sulla penisola italica. Ritengo che l’Italia con la sua classe dirigente incapace e con la cultura medievale e classista di certi suoi “cittadini” non sia pronta ne matura per concedere quei diritti e doveri fondamentali e già da anni esistenti nella stragrande maggioranza dei paesi europei. Tenetevelo pure sto diritti di voto amministrativo che poi alla fine non serve a niente, serve solo per alimentare il clima di intolleranza e per dare i voti ai leghisti e ai suoi simili. Anzichè occuparvi degli stranieri occupatevi del fatto che quando andate a votare non potete nemmeno esprimere una preferenza…se questo è uno stato democrazia allora io sono un extracomunitario… pardon extraterrestre….”

Sempre in risposta ai difensori dell’italianità “Delia” scrive:

“A te sembra normale che io, da 13 anni in Italia, con la residenza qui, con il lavoro qui e le tasse pagate regolarmente, con la lingua italiana parlata meglio della mia (romeno), con la storia italiana e la situazione politica conosciute meglio che quelle del mio Paese d’origine, ecc, ecc,.. non abbia ancora il diritto di votare? Non so, certe volte persone come te si comportano come dei selvaggi che vivono nella giungla e hanno paura del primo che si avvicina. Siamo in un Paese democratico, aggiornati”.

Un altro anonimo risponde poi:

“…Ti chiedo solo (riferendosi al “Leghista”) se sai quanti stranieri percepiscono oggi la pensione sociale di cui  parli? e quanti stranieri pagano la previdenza sociale oggi? Solo i romeni in regola in Italia che lavorano sono oggi circa 700.000, che pagano ogni mese le tasse. Avete sempre di mira i delinquenti, che sono un infima minoranza. Io non mi vergogno che sono rumeno e sono fiero di esserlo cosi come tu sarai fiero della tua nazionalità. Ma mi fanno pena il fatto che i delinquenti rumeni hanno questa nazionalità che non la meritano, sporcandola ogni giorno. Invece di buttare il gas sul fuoco sarebbe meglio cercare delle soluzioni per uscirne dalla crisi insieme. Italia non è USA e neanche la Cina, quindi come la Romania ha bisogno degli altri per farcela . C’è bisogno di collaborazione, dialogo e comprensione e non discorsi razzisti, che non portano da nessuna parte”.

Un altro contributo al dibattito arriva sempre da un immigrato rumeno che si firma “Cix”:

“Mi sembra molto giusto votare dopo 5 anni di soggiorno. Chi va votare oggi sono delle persone che ci credono ancora in questo diritto e nella possibilità di cambiare qualcosa. Per quanto riguarda i commenti potrei dire semplicemente che ci sono italiani che non fanno onore al suo paese proprio come lei. Se farebbe un giro al meno in Europa capirebbe, basta andare in Germania per non continuare la lista… Dicono anche, che gli italiani fanno “schifo”?!. Comunque per la sua conoscenza in Romania gli italiani anche se sono un minoranza infima, hanno pure un rappresentane in parlamento, ciò che qua non esiste. I rumeni con il loro lavoro da muratori, colf, bandanti, autisti etc penso che portano un bel contributo al suo paese, pagando le pensioni dei suoi genitori, magari che non hanno mai lavorato nella loro vita”.

Sulla non eccezionalità del voto agli immigrati interviene poi “Rumburak”:

“Sapete che i cittadini del UE possono già votare alle administrative e locali però non sono interessati a votare…..votare chi? la destra che li odia e strumentalizza per fini elettorali seminando panico e paura? ……Votare la sinistra con il loro finto buonismo o i comunisti tinti di socialismo riciclati e ripescati tante volte? …..I rumeni e polacchi che sono le comunità più presenti dei comunitari messi insieme se votassero in massa potrebbero inclinare la bilancia dei voti di quasi metà delle città italiane come Torino, Reggio Emilia,Firenze,Roma. Però non votano semplicemente perche sono schifati di questa politica di neo-fascisti,comunisti che sono semplicemente una classe politica irresponsabile e immatura che agisce solo per interesse personali con leggi ad-personam. Con leggi fatte sull’onda dell’emotività……non fanno nulla per gli italiani figuratevi per gli stranieri”.

E ancora, secondo un ironico “Italiano acquisito”:

“Gli immigrati votano quasi in tutti i paesi europei, domanda (che non ha bisogno di risposta) chi sono i più deficienti, il governo italiano e suoi sostenitori o gli altri? E comunque la politica italiana è meno attraente visto che sono, in termine di percentuale, più pregiudicati in parlamento che nella società di cui fa parte La ‘ndrangheta, la camorra, la mafia…. ricordando che le liste delle candidature le fanno i partiti !!! quindi gli immigrati non vedono l’ora di andare a votare !!!”

C’è poi chi ha altro a cui pensare, come “Bailo”:

“Cosa penso del voto? Penso solo a come salvarmi da militari, poliziotti, carabinieri e pure policia locale che ci cacciano tutti il giorni. Il resto è solo bla bla bla”.

O chi, come “Shaon”, dimostra tutta la sua delusione verso l’Italia:

“Mi sono d’accordo per diritti di voto per l’immigrati. Però sono stanco di sentire questo discorso. Non si farà  mai. Siamo moderni schiavi in Italia”.

O chi come “Manuele” (che chiede di pensare prima alle regolarizzazioni) ritiene che le priorità siano altre.

A riguardo scrive “Dori”:

“Per quanto riguarda il voto direi che ne possiamo fare a meno. Ciò deriva dal fatto che ancora in Italia non c’è una legge dove gli immigrati sono trattati come esseri umani. Dopo l’articolo sulle telefonate spie e dopo tutte le menzogne che il governo di Berlusconi sta eseguendo verso gli immigrati non gli conviene. Prima deve provare a prendere in mano a mettere in regola i nostri connazionali onesti che sono clandestini ma che fanno una vita onesta tramite il lavoro (nero ma onesto). In attesa di un giorno a mettersi in regola con i documenti..Ma ciò non sta avvenendo per colpa delle leggi contrarie e molto complicate che i governi hanno messo in atto..”

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