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India, alluvioni e caste

Autore: . Data: martedì, 23 settembre 2008Commenti (0)

Nel Bihar forti tensioni fra sfollati: i membri delle caste alte non vogliono convivere nello stesso campo con i dalit o fuori casta. La denuncia di Christian Aid

Nelle situazioni d’emergenza i “dalit” indiani sono coloro che soffrono di più. Tra gli sfollati del Bihar, lo stato indiano colpito da pesanti alluvioni fra agosto e settembre, ci sono molti “fuori casta” discriminati dagli altri senza tetto. La denuncia, riportata dalla BBC, arriva da Rajan Khosla dell’organizzazione umanitaria Christian Aid, che gestisce un campo di soccorso per 500 famiglie nel villaggio di Mirzawaa.

“Che io possa nascere di nuovo bestia, piuttosto che dalit. Noi subiamo molte più umiliazioni”, dice Tetar Rishidev, facendo riferimento al “triste” karma che l’ha voluto escluso dal sistema gerarchico delle caste indiane.

Fra gli sfollati, gli appartenenti alle caste alte chiedono ai soccorritori di mandar via i dalit perché potrebbero contaminare l’intera area e che non sia concesso loro di usare la pompa dell’acqua. Naturalmente queste richieste sono state respinte da Christian Aid e dai loro partner locali, ma le tensioni fra disperati continuano, contando che tutti sono rimasti senza casa, cibo, acqua, e ogni altro bene di prima necessità a causa dell’inondazione.

Le emergenze, come era già accaduto nel sud dell’India dopo lo tsunami del 2005, qui spesso non generano forme di solidarietà, ma di lotta fra i poveri. Secondo Rajan Khosla è colpa del sistema feudale del Bihar, dove le caste sono ancora profondamente radicate, nonostante la legge dica che tutti i cittadini indiani hanno uguali diritti.

“Quando capiranno che siamo anche noi esseri umani?”, chiede un abitante di Mirzawaa all’operatore umanitario. “Abbiamo bisogno di cibo e acqua. Anche i nostri bambini hanno fame e sete come gli altri”.

In un campo di soccorso Khosla chiede che cosa succederebbe se avessero un cuoco dalit e la risposta è scontata: “Nessuno mangerebbe il cibo cucinato dai fuori casta”. Christian aid, però, vuole abbattere questi pregiudizi e ha ingaggiato lo stesso due cuochi dalit.

Il sistema delle caste è come un’apartheid, ovvero un sistema di esclusione sociale. In India, la democrazia più popolosa del mondo, il valore dell’uguaglianza non è ancora recepito da gran parte della popolazione. Secondo chi si occupa del problema, solo attraverso un sistema d’istruzione adeguato e accessibile a tutti, anche ai più poveri, si può cambiare per gradi la mentalità che discrimina chi ti vive accanto.

I dalit non possono possedere un fazzoletto di terra e vivono di solito in baraccopoli di lamiera e fango fuori dalle città e dai villaggi. Un bracciante del Bihar si dispera: “Per chi lavorerò ora? L’acqua ha inondato tutti i terreni. E sarà difficile che qualcun altro mi assuma, perché sono un harijan”, termine con cui gli abitanti del Bihar indicano i dalit.

Francesca Lancini

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