Ike ‘squassa’ Haiti e Cuba
L’assedio degli uragani
Una stagione di uragani senza precedenti continua a mietere vittime e provocare danni nelle principali isole dei Caraibi. Dopo Gustav, Hanna è Ike che prosegue il suo percorso passando dalle Bahamas ad Haiti a Cuba per puntare – forse, perchè il percorso di un uragano non è completamente prevedibile – sulla costa meridionale statunitense.
Secondo gli ultimi bilanci in circolazione, nelle ultime ore Ike ha provocato la morte di 70 persone (66 ad Haiti e 4 a Cuba) e la scomparsa di altre 14, ancora date per disperse nella metà più povera dell’isola di Hispaniola, Haiti appunto.
E se Cuba continua ad essere al momento il terreno su cui Ike si sta muovendo, proprio Haiti resta quello dove maggiori sono i danni provocati e che rischiano di avere conseguenze gravi e lunghe vista la crisi alimentare in corso da mesi e spinta dal rincaro dei prezzi degli alimentari e il totale vuoto politico di un governo uscito solo in questi giorni da una crisi istituzionale durata mesi.
Se Cuba, infatti, può contare su un ottimo sistema di allerta degli uragani, che nei giorni scorsi ha portato all’evacuazione di almeno un milione di persone (incluse decine di migliaia di abitanti della capitale Habana o Havana), Haiti continua ad essere abbandonata al suo destino.
Maltrattata dalla povertà e dal degrado, la ‘perla’ dei Caraibi è stata divorata dalla deforestazione. Le baracche che costituiscono il 90% delle sue ‘città ’ sono completamente esposte ai venti di uragani che, come Ike, anche se declassati al primo livello di una scala che ne ha cinque, continuano a spirare a circa 130 chilometri orari.
Una forza sufficiente ad abbattere casupole fatte di legno e lamiera. E così ad Haiti, questa devastate stagione degli uragani ha provocato finora oltre 600 morti accertati, 86.000 senza tetto (che probabilmente lo resteranno a lungo) e una lista di danni incalcolabili.
Agenzie delle Nazioni Unite e qualche organizzazione umanitaria internazionale, le prime ad essere arrivate nei luoghi di Haiti maggiormente colpiti dal ciclone, hanno chiesto immediatamente l’invio di aiuti di prima necessità , a cominciare da migliaia di tonnellate di cibo per una popolazione stremata e abbandonata.


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