I “sogni” di Maroni
Il ministro immagina un via libera che non c’è
Nella scorsa settimana, con grande enfasi, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, aveva annunciato di aver ricevuto l’approvazione della Commissione dell’Unione Europea su ben due dei tre decreti del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’:
Il commissario alla Giustizia, Jacques Barrot, ha invece subito replicato: “Non c’è alcuna decisione presa da parte nostra sui tre decreti, e io non ho notificato nulla all’Italia”.
I fatti. Durante la visita di una delegazione del Parlamento europeo a Roma per visitare alcuni campi nomadi, il ministro leghista aveva reso noto di essere in accordo con la Commissione.
Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei, aveva detto: “Quando l’abbiamo incontrato venerdì scorso al Viminale, insieme al ministro Ronchi, Maroni ci ha detto di aver avuto il via libera della Commissione su due dei tre decreti: quello sul ricongiungimento familiare degli immigrati e quello sul diritto d’asilo. Ha ammesso, invece, che c’erano ancora dei problemi sul terzo, quello sulla libera circolazione dei cittadini appartenenti all’Unione europea”.
Nella stesso tempo, secondo il racconto della Frassoni e confermato da altri partecipanti alla delegazione, Maroni aveva detto che “i due decreti andranno quindi all’esame del Parlamento così come sono”.
Ad una domanda diretta dell’europarlamentare verde: “Ho chiesto specificamente a Maroni se avesse ricevuto una notifica formale”, Maroni ha risposto “si”. Frassoni per sicurezza ha posto la domanda per due volte, ricevendo sempre la stessa risposta affermativa.
Maroni sognava, nella migliore delle ipotesi.
Un’altro esempio, se mai ce ne fosse bisogno, della strumentalità delle dichiarazioni dell’esecutivo. I casi di informazioni non vere si moltiplicano, amplificate da una stampa che, in larga misura, ormai non verifica più nulla.


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