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Giovani fascisti trovansi…

Autore: . Data: mercoledì, 17 settembre 2008Commenti (0)

Fascismo, antifascismo e Amarcord in un’Italia che, incapace di guardare al futuro, preferisce guardare indietro con malinconica nostalgia.

Chi è democratico “è a pieno titolo antifascista” e la destra deve riconoscersi nei valori dell’antifascismo: così neanche una settimana fa Gianfranco Fini si rivolgeva ai giovani del suo partito dal palco della festa di Azione giovani “Atreju 08″ tenuta a Roma.

Il presidente della Camera ha anche affrontato la questione della Repubblica di Salò, sollevata proprio in quei giorni dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, sottolineando “i resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata” e ricevendo subito, dalla platea, grida di contestazione.

Ma quanto pubblicato ieri sul sito di Azione Giovani dal presidente del comitato provinciale romano, Federico Iadicicco, va oltre la contestazione. E’ una smentita ufficiale della base ai tentativi di una parte dei vertici di An di costruire una destra nuova. La pancia della destra italiana, infatti, sembra particolarmente nostalgica.

Nella lettera, intitolata “Lettera aperta ad ogni italiano, riflessioni sull’Antifascismo”, Iadicicco sembra rispondere direttamente a Fini, proponendo la sua personalissima (probabilmente condivisa da gran parte dei suoi compagni, ohps camerata) visione dell’antifascismo. Un ragionamento che ha il sapore acre lasciato in bocca dai fumogeni tirati in curva e il rumore dei cori da stadio. Un ragionamento ideologico e non corretto da un punto di vista storico-oggettivo, non tenendo conto del fatto che tutti gli ultimi episodi di cronaca relativi a scontri tra giovani di destra e di sinistra (una contrapposizione che sa di muffa e che caratterizza soprattutto il sottobosco giovanile romano) abbiano avuto per protagonisti proprio i suoi giovani amici.

Giusto per dovere di cronaca, e a dimostrazione delle precedenti affermazioni, riportiamo quindi un lancio dell’Agenzia italia (Agi) dello scorso febbraio.

“Aggressioni ad extracomunitari, irruzioni in locali frequentati da giovani di sinistra, spedizioni punitive contro altre tifoserie. Sono le azioni progettate, secondo la procura di Roma, dalla struttura criminale formata da soggetti di estrema destra, alcuni vicini a Forza Nuova e molti ultrà laziali. Il programma degli indagati è emerso dall’ascolto delle conversazioni intercettate su cui si basa l’inchiesta.

Nelle intenzioni del gruppo c’era anche di attaccare un centro Rom in seguito all’uccisione di Giovanna Reggiani, la 47enne aggredita nella zona di Tor di Quinto dal romeno Romulus Nicolae Mailat. Il proposito sarebbe stato poi abbandonato per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri.

Dalle intercettazioni risulta, inoltre, che gli indagati volevano andare(”facciamo una o due macchine”) a Napoli, nel periodo emergenza rifiuti, probabilmente per unirsi a quelli del posto.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la maggior parte di loro gravitava a piazza Vescovio”.

La precedente precisazione è necessaria alla luce del contenuto della lettera di Iadicicco, che di seguito riportiamo integralmente come pubblicata sul sito romano:

“LETTERA APERTA AD OGNI ITALIANO

Riflessioni sull’ anti-fascismo


Carissimo,

non ti scrivo per riaprire il dibattito sul ventennio fascista, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico. Penso piuttosto che sia materia per gli storici e, da questo punto di vista, mi riconosco appieno nelle posizioni di Renzo De Felice e Gianpaolo Pansa. Penso anche che sia materia sulla quale, giustamente, si interrogano le più alte cariche istituzionali, che in questo modo cercano di portare a compimento il difficile processo di pacificazione nazionale. Ti scrivo invece a proposito del dibattito sulla necessità o meno di dirsi anti-fascisti, per condividere con te alcune riflessioni.

Circa due anni fa, non nel 1943, il più importante sito della rete antifascista italiana, Indymedia, pubblicò un articolo di commento a una iniziativa di Azione giovani di Roma e ritenne utile mettere vicino al mio nome anche il mio indirizzo di casa, con l’evidente intento di puntare l’indice contro di me e di indicarmi come bersaglio da colpire. Ho pensato: “Come potrei aderire alla cerchia dei miei aguzzini? Come potrei dichiararmi antifascista?”. Ma sono andato oltre per non farne una questione personale.

Mi sono ricordato poi che negli ultimi 5 anni, non nel 1943, almeno per una ventina di volte le nostre sedi sono state bersaglio di assalti, devastazioni, attentati incendiari, da parte di personaggi che si vantavano di essere antifascisti. Mi ci vedi a tirare le bombe molotov contro una sede di partito? Addirittura contro una sede del mio partito? Mi sono detto no, non posso essere antifascista. Poi riflettendo ho fatto autocritica e ho pensato che magari sono troppo legato a questa idea delle sedi quelle che una volta si chiamavano “sezioni”. Allora sono andato avanti.

Mi sono ricordato, però, che negli ultimi cinque anni, non nel 1943, i ragazzi di Ag in tutta Italia hanno subito numerose aggressioni nel nome dell’antifascismo, aggressioni verbali e fisiche, bastonate, sprangate per capirci. Ti sembra possibile che il presidente di Azione giovani a Roma si aggiri per la sua città a sprangare i propri ragazzi? “No, non posso proprio essere antifascista”, ho pensato ancora fra me e me. Poi per non lasciare nulla di intentato ho detto magari sono troppo sentimentale, così legato a questi ragazzi con i quali condivido un percorso umano prima che politico.

Sono andato un po’ indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1943, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall’odio degli antifascisti e francamente a quel punto sono crollato.

Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.

A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti.

Federico Iadicicco

(Presidente Azione Giovani Roma)”

Vale la pena ricordare che Federico Iadicicco è stato eletto al Consiglio Provinciale di Roma nel 17° collegio della Capitale nelle liste del Popolo delle Libertà (Pdl) del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che attualmente ricopre anche l’incarico di vice-presidente vicario della IV Commissione della Provincia, che si occupa di Politiche culturali, giovanili e dello sport.

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