Gelmini, spese grosse
Dopo aver ridotto il numero degli insegnanti, introdotto il voto in condotta e abbassata la soglia d’età per l’obbligo scolastico, arriva l’ultima novità firmata Brunetta-Gelmini: 800 milioni di euro per Digitalizzare la scuola
I ministri della Pubblica amministrazione e quello della Scuola e Università firmeranno, giovedì della prossima settimana, un accordo che prevede una serie di progetti per la digitalizzazione e informatizzazione di scuola e università.
L’annuncio è stato dato ieri a Roma, nel corso della presentazione del terzo Rapporto su mercato dei contenuti digitali, da Stefano Torda, il direttore del dipartimento per l’innovazione e le tecnologie del ministero della Pubblica amministrazione.
Al convegno hanno partecipato anche il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, il presidente di Confindustria (servizi innovativi e tecnologici) e presidente del gruppo Almaviva Alberto Tripi, il direttore dell’agenzia di stampa Ansa, Giampiero Gramaglia, e il giornalista Aldo Grasso.
Torda ha parlato del progetto di informatizzazione, definendolo “un’iniziativa di innovazione importante e di dimensioni considerevoli”. “I progetti – ha detto – riguardano il collegamento delle scuole in rete, i contenuti digitali per una piattaforma comune, ma anche interventi per i libri di testo digitali”.
Nel caso dell’Università, invece, “le iniziative verteranno su pacchetti specifici che riguardano, tra l’altro, l’introduzione del wi-fi e le segreterie elettroniche”.
Nel corso del convegno il sottosegretario alle Comunicazioni ha detto che “la politica infrastrutturale del governo è impostata bene e punta ad un’offerta più attraente: lo farà attraverso l’investimento pubblico per lo sviluppo delle reti e la semplificazione della regolamentazione”. In sostanza, il governo italiano intende investire molto denaro pubblico nei settori del web (internet), della tv digitale e della tv satellitare.
Romani, infatti, sottolinea l’impegno del governo ad attivarsi in questi settori (web, tv digitale e satellitare) che sono in evoluzione, ma hanno bisogno di trovare punti di convergenza.
Altra notizia fresca: il sottosegretario parla di un interesse di Sky ad entrare nel costituende Comitato per la banda larga. Istituito il 20 dicembre del 2006, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, il Comitato per la banda larga ha il compito di “coordinare, armonizzazione e monitorare le iniziative già intraprese; individuare gli interventi prioritari per il raggiungimento dei livelli essenziali di abilitazione tecnologica sul territorio nazionale, attraverso il confronto con i rappresentanti delle amministrazioni locali, degli utenti e degli operatori nel settore delle telecomunicazioni.
Tutto questo perché “il governo intende superare il ‘digital divide’ (divario digitale tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi no) e lo svantaggio in cui si trova l’Italia da questo punto vista – ha aggiunto Romani – e bisogna cogliere tutte le opportunità che vengono offerte ad esempio dalla banda larga e larghissima”. “Lo Stato – ha proseguito – finanzierà circa il 10% del capitale necessario ed è solo l’inizio”.
Di quanti soldi parliamo, solo per iniziare? Si tratta di 800 milioni di euro ma, precisa Romani, “dato che sulle reti infrastrutturali c’è un dibattito, bisogna anche capire dove andare”. Un’osservazione più che intelligente da parte del sottosegretario, dal momento che gli 800 milioni di euro saranno presi dai fondi pubblici. Romani ha poi aggiunti: “Quando Telecom dice che è disponibile ad investire un miliardo l’anno per lo sviluppo della rete e Vodafone parla del futuro del mobile allora si capisce che sulle reti infrastrutturali c’è dibattito: il governo cerca il punto di sintesi per affrontare un’occasione che a suo avviso è strategica”.
I vantaggi per i cittadini? A questo proposito prova a dare una risposta Alberto Tripi, sostenendo che “serve sempre più spessore nell’area dell’e-government, un settore importante, anche perché la digitalizzazione non imbroglia e il cittadino può avere dati su cui contare”. Alberto Tripi, oltre ad essere presidente di Confindustria ‘servizi innovativi e tecnologici’, è anche presidente del gruppo Almaviva che comprende 17 società, in Italia e all’estero, che progettano e sviluppano sistemi informativi e servizi integrati con tecnologie innovative.
Sempre Tripi ha poi spiegato che “sono impressionanti le cifre che emergono dalla ricerca su questo settore, un mercato in crescita del 20% nel 2007 e che vale 5,157 miliardi di euro in un momento dell’economia che non ha il ritmo travolgente che tutti vorremmo”. Proprio tutti?
Vincenzo Chiumarulo


Sarebbe molto opportuno che il Ministero valutasse l’uso di software libero e di formati di testo “aperti” come sostenuto dalla Comunità Europea in alcune sue direttive.
Ricordo che esistono piccole realtà nel mondo della scuola italiana, dove dall’anno 2005 si implementano tecnologie didattiche basate sulla filosofia del software libero e del sistema operativo linux. Segnalo un esperienza concreta ( 81 server, più di 2400 computer installati, tutte le scuole in lingua italiana della provincia di Bolzano coinvolte), che può essere presa come uno degli esempi possibili di riferimento.
Maggiori informazioni su http://www.fuss.bz.it
Lascia un commento