Diventa reporter!
Un giornale digitale
InviatoSpeciale è un quotidiano on line di nuova generazione. La Rete permette di superare i confini, di rompere la separazione tradizionale tra redazioni e lettori. Noi vogliamo utilizzare l’opportunità .
Per un giornale vuol dire raccontare la vita, i sentimenti, i fatti e l’esperienza delle persone senza far l’errore di tradire la realtà .
Già oggi numerosi giornali internazionali offrono spazio ai propri lettori, li rendono reporter. Da noi in Italia, come per quasi tutto, siamo in ritardo. Solo pochi consentono i commenti agli articoli, mentre di sezioni dedicate ‘al pubblico’ nemmeno se ne parla.
Tra i tanti, abbiamo scelto, per fare un esempio, ‘El Pais’, uno dei più autorevoli organi di informazione in Spagna. Nell’importante canale ‘yoperiodista’, io giornalista, le pagine sono dei cittadini.
Per questo vi chiediamo di collaborare con noi. Pensiamo al giornalismo contemporaneo non come a un privilegio, ma come a un dovere.
Dovere di evitare interpretazioni o tesi e attenzione collettiva alla verità . E, più di tutto, controllo verso chi esercita il potere.
Noi pubblicheremo i vostri articoli e reportage, le gallerie fotografiche e i filmati. Tutto quello che potrà essere utile per conoscere un’Italia ormai muta, trascurata, omessa, usata. E il mondo dei dimenticati.
E siccome vogliamo esser chiari, da subito, aggiungiamo che qui mai troveranno spazio notizie razziste, xenofobe o la propaganda di ideologie discriminatorie o sessiste.
Parole difficili? Vero!
Allora cose semplici. E’ più facile odiare le persone che amarle e immagnare di potersi fidare. Capire è faticoso, richiede lavoro, impegno Ma amare e raccontare è essere liberi, coraggiosi, vivi. Certo, è meglio giudicare, si fa prima. Però il giornalismo non è un’affare, una raccomandazione, una scorciatoia. Come ben sa chi vuol fare questa professione e invece si trova di fronte a singolari accadimenti.
A quelli che sognano e vogliono ‘lavorare’ ricordiamo i versi di un famoso poeta turco, Nazim Hikmet:
“La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita”.
Noi amiamo il mondo e la libertà  e non abbiamo paura di imparare da chi, secondo alcuni, sarebbe ‘diverso’ da noi.
Scriviamo insieme e raccontiamo. Non perchè ‘ci serve’, ma per dar voce a chi è tenuto nel silenzio.
Buon lavoro.
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