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Cipro sulla via della pace

Autore: . Data: lunedì, 8 settembre 2008Commenti (0)

Un conflitto infinito potrebbe finalmente concludersi e riportare l’isola alla normalità. Iniziati i colloqui tra le parti. Un articolo per ‘Tu inviato’ di InviatoSpeciale.

L’unico premier comunista di un paese dell’Unione europea già aveva promesso di voler sistemare la situazione entro la fine del suo mandato. Cipro prova a riunificarsi: iniziati i colloqui di pace sotto l’egida Onu.

Sono iniziati presso la residenza neutrale del rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la questione cipriota i colloqui, si spera definitivi, di pace per arrivare dopo 34 anni dalla spartizione dell’isola di Cipro ad un accordo tra le due parti che preluda ad una rapida riunificazione.

Come tutti sanno attualmente l’ isola “di Venere” è divisa in due parti: quella settentrionale costituisce la repubblica filo- turca di Cipro Nord, internazionalmente riconosciuta solamente da Ankara, e quella centro meridionale, lo stato cipriota vero e proprio, ora parte dell’Unione europea.

Il Presidente cipriota, unico presidente comunista di un paese dell’Unione europea, già all’atto della sua elezione aveva preannunciato di voler giungere a breve alla riunificazione dell’isola, concedendo ai musulmani di razza turca, che nella parte settentrionale sono la maggioranza, un’ampia autonomia. Probabilmente proprio grazie alla sua volontà di chiudere in poco tempo la controversia con i turchi, Dimitris Christofias è stato eletto presidente dai ciprioti che l’hanno preferito ai leader nazionalisti, considerati troppo radicali in argomento.

I ciprioti infatti sono stanchi di vivere in un’isola divisa ed anche quelli di etnia greca e religione ortodossa preferiscono oggi pragmaticamente seguire la strada indicata da Christofias piuttosto che ascoltare le sirene provenienti dalla Grecia che invece spingono in direzione contraria alla stipula di un accordo.

La situazione di conflitto permanente esistente tra le due comunità che abitano Cipro, anche la capitale della Cipro europea e cioè Nicosia è attraversata da un muro che separa i greci dai turchi a vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, impedisce infatti a Cipro di seguire gli altri stati dell’Europa neo- comunitaria nel loro incessante progresso economico. Oggi dunque il presidente Christofias ha incontrato il suo omologo turco- cipriota Mehmet Ali Talat presso la residenza del rappresentante Onu, Taye – Brook Zerihoun, che si trova presso il vecchio aeroporto della capitale cipriota, abbandonato nel 1974 all’inizio delle ostilità.

Ai colloqui partecipa anche l’inviato personale del Segretario generale dell’Onu, l’australiano Alexander Downer. Facce distese all’inizio dei lavori e grande ottimismo da parte del presidente Christofias, convinto di poter concludere un accordo sulla riunificazione dell’isola nel giro di pochi anni. D’altronde anche la Turchia, nazione mentore della comunità turco-cipriota, è interessata ad una conclusione positiva della vicenda, se vuole sperare in un’integrazione europea che attualmente produce più dubbi che certezze.

Sergio Bagnoli

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