Carcere per prostitute e clienti
La prostituzione, ma solo quella in strada, da oggi sarà punita con il carcere anche per clienti. ‘Pari Opportunità’ appunto. Una misura che, però, sembra rispondere soprattutto a criteri di decoro urbano.
Dai 5 ai 15 giorni di carcere e una multa che va dai 200 ai 3000 euro: queste le misure previste dal disegno di legge “misure contro la prostituzione” che porta la firma del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e dei colleghi Alfano (Giustizia) e Maroni (Interno) approvata questa mattina durante il Consiglio dei ministri.
Definendo la prostituzione in luogo pubblico un fenomeno di “allarme sociale”, il disegno di legge lo equipara sostanzialmente a un reato prevedendo una punizione, perfino il carcere, uguale tanto per la prostituta quanto per il cliente.
Secondo la ‘madre’ del provvedimento, si tratta di “uno schiaffo durissimo al mercato” della prostituzione, “le toglie linfa”.
In realtà la prostituzione in sé continua a non essere un reato e si potrà continuare ad esercitare la ‘professione’, purchè questo non accada in luoghi pubblici. Niente più sesso a pagamento ai bordi delle strade, quindi. Tra quattro mura o lontano da occhi indiscreti, invece, tutto è possibile.
Pene più dure per la prostituzione minorile: chi sfrutta minorenni rischia da 6 a 12 anni e multe da 15.000 a 150.000 euro. Previsto il rimpatrio assistito purché sia nell’interesse del minore.
E per chi compie atti sessuali con minori di età tra 16 e i 18 anni è prevista la reclusione (da 6 mesi fino a 4 anni) e una multa che potrà oscillare tra i 1500 e i 6000 euro.
La normativa, in vigore finora, puniva solo il reato di adescamento
Secondo un’indagine della commissione Affari sociali della Camera del 2003, le prostitute in Italia sarebbero dalle 50.000 alle 70.000. Almeno 25.000 sarebbero immigrate, 2000 minorenni e più di 2000 le donne e le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi.
Il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29,1% in albergo, il resto in case private.
Il 94,2% delle prostitute sarebbero donne, il 5% transessuali e lo 0,8% da travestiti.
L’indagine non calcola il numero di prostituti maschi o escort.
Sono stimati in 9 milioni di persone i clienti di prostitue in Italia per un giro d’affari che si ritiene sfiori i 100 milioni di euro al mese.
Alla luce di questi numeri resta difficile comprendere come il ddl approvato oggi possa coniugarsi con le recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia Alfano sulla necessità di svuotare le carceri italiane ormai al collasso perchè sovraffollare. E così tra braccialetti e nuovi indulti, si prevede il carcere per i 9 milioni di clienti della prostituzione.
Visti i controlli che, almeno nei primi giorni di vita del provvedimento, non mancheranno e considerando la legge dei grandi numeri, se anche solo l’1 per cento dei clienti venissero fermati il sistema giudiziario e carcerario italiano rischierebbe il collasso.
A meno che non si scelga di rispolverare le ‘case chiuse’.


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