Brunetta il fantasioso
Secondo i sindacati inventa numeri
L’ultima provocazione del ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, riguarda un presunto “anticipo” degli aumenti contrattuali riservati ai lavoratori del pubblico impiego, attraverso un’apposita norma (approvata ieri dal governo) che verrà inserita nella manovra finanziaria.
Oggi è scoppiata la polemica al riguardo, perché i sindacati hanno replicato duramente alla boutade del ministro anti-fannulloni adducendo un argomento fondato sui numeri.
L’anticipo in questione sarebbe, in realtà, un’invenzione bella e buona, visto che è rapportato al tasso di inflazione programmata, l’1,7 per cento, largamente sottostimato rispetto al costo della vita reale.
Brunetta, dunque, avrebbe escogitato l’ennesima provocazione nei confronti del mondo del lavoro – è la tesi – nel tentativo di delegittimare coloro che ne rappresentano gli interessi. La reazione del sindacato parte da un secondo presupposto difficilmente smentibile: il livello di credibilità della proposta del ministro contrasta platealmente con il disimpegno manifestato dal governo, in questi mesi, riguardo ai rinnovi contrattuali.
Comunque sia, Brunetta ha definito la mobilitazione preannunciata dai sindacati, contro la misura approvata, come “paradossale”. In quanto si tratterebbe di una norma “a garanzia del potere d’acquisto dei lavoratori”. Dunque, ha affermato il ministro, il sindacato avrà l’onere di “spiegare ai suoi iscritti” la posizione assunta.
“La strada maestra – ha aggiunto – resta il rinnovo contrattuale, sono ottimista, abbiamo tre mesi per chiudere e mi adopererò perché ciò avvenga”.
Gli ha replicato Gianni Pagliarini, Presidente della Commissione Lavoro della Camera nella scorsa legislatura: “La mobilitazione preannunciata dai sindacati è tutt’altro che ‘paradossale’ – ha affermato – ma rappresenta un’ovvia risposta all’arroganza di un ministro che non ha affatto a cuore né gli interessi del Paese né quelli dei suoi cittadini. I quali, grazie ai cosiddetti dipendenti ‘statali’ e al loro lavoro quotidiano, ottengono i servizi pubblici necessari a garantire un’adeguata qualità della vita”.
La politica dell’annuncio, tanto amata dal governo, è sempre in piena attività.


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