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Brunetta e le assenze

Autore: . Data: martedì, 9 settembre 2008Commenti (0)

Il fustigatore di ‘fannulloni’ non lavora alla definizione del nuovo contratto per i pubblici dipendenti. Gli stipendi sono fermi, i prezzi aumentano e nulla accade. Intanto si scoprono ‘le assenze’ del ministro al Parlamento europeo.


I fannulloni? Senza contratto e inseguiti dall’infazione. Non sono i soli, per la verità. i sindacati del pubblico impiego denunciano che la trattativa per il rinnovo è in alto mare, ma il governo pare non curarsene più di tanto.

“L’ammontare delle risorse messe in campo per i rinnovi pari a 2.340 milioni di euro – ha spiegato il segretario della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda – garantisce aumenti per il 2008 pari a 8 euro lordi mensili medi procapite e 65 euro lordi mensili per il 2009”. Una cifra largamente insufficiente a tutelare i lavoratori dal carovita. Considerando l’aumento della sola pasta, un lavoratore pubblico con un paio di figli ci rimette comunque.

Da gennaio, se il contratto non sarà aggiornato ai dati dell’inflazione, i lavoratori perderanno molti euro di valore di acquisto al mese, insomma un disastro. Insiste Podda: “Sono stati sottratti dalle buste paga 1,7 miliardi e tutti i dipendenti dal 2009 subiranno un taglio agli stipendi dagli 80 ai 300 euro mensili”. Ha rincarato la dose il leader dei sindacalisti statali della Cisl, Rino Tarelli: “La realtà italiana – ha affermato – segnala un pubblico impiego con gli stipendi più bassi d’Europa, sullo sfondo di un carovita fuori controllo”.

Eppure Brunetta buca gli schermi televisi e inonda i giornali con la sua facile demagogia sui fannulloni, sui loro privilegi e sui costi di tanta negligenza scaricati sulla collettività. Naturalmente non una parola sulla cronica e incurabile macchinosità della burocrazia pubblica, generata da decisioni politiche e non amministrative.

E poi c’è una cosa che il ministro omette. Un sito web radicale (“Fai notizia”) ha recentemente reso noti alcuni dati sulle presenze in aula degli europarlamentari italiani, ripresi l’indomani dal quotidiano triestino “Il Piccolo” che ha verificato la notizia consultando l’unica fonte ufficiale in materia, la Cassa dei deputati al Parlamento europeo.

Le giornate totali relative alle presenze di Brunetta il moralizzatore. Nelle sedute per la legislatura 2004-2009, sono state: dal primo settembre 2004 al 31 agosto 2005, 35 su 56 (pari al 62,5 per cento); dal 1 settembre 2005 al 31 agosto 2006, 44 su 61 (pari al 72,1); dal 1 settembre 2006 al 31 agosto 2007, 42 su 60 (pari al 70,0); dal primo settembre 2007 al 29 aprile 2008, 27 su 44 (pari al 61,4). Il totale complessivo è quindi di 148 presenze su 221, pari al 66,9 per cento. Forse il ministro Gelmini avrebbe chiesto sei in condotta.

Il ministro si è “assentato” circa una seduta su tre.

Per la cronaca, va riportata anche la replica, piuttosto stizzita, del ministero all’articolo pubblicato dal giornale triestino: il portavoce di Brunetta, Vittorio Pezzuto, ha precisato che la fonte utilizzata “non è in alcun modo titolata a fornire dati ufficiali sulle presenze dei deputati alle sessioni plenarie di Bruxelles e Strasburgo del Parlamento europeo”.

Ovviamente senza fornire dati a contestazione dell’articolo pubblicato. Ed ancor più ovviamente nessuno ha chiesto al portavoce i dati che secondo Brunetta sono veri. a noi di InviatoSpeciale rimane allora una domanda:”Quale fonte, invece, è titolata ad offrire dati reali, ce li fornisica Brunetta”.

E perchè quelli sull’assenteismo diffusi dal ministero sui “fannulloni”, risultato di sondaggi informali, sono stati distribuiti ai giornali come fossero dati statistici inconfutabili?

Nel campo pubblicitario esiste anche la pubblicità ingannevole, nella comunicazione politica, di tutte le parti, invece c’è “l’interpretazione” dei fatti. Un bel guaio.

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