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Brunetta e la radio

Autore: . Data: giovedì, 18 settembre 2008Commenti (0)

Ogni settimana su Rtl 102.5

Quindici minuti di diretta radiofonica a disposizione ogni domenica per le proprie esternazioni. 

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, tra i più gettonati dell’attuale amministrazione nazionale, inizierà da domenica prossima una trasmissione tutta sua su ‘Rtl 102.5’ una delle più diffuse e ascoltate emittenti commerciali del paese.

La trasmissione, che si chiamerà ‘Brunetta della domenica’, andrà in diretta dalle 9 alle 9,15 e permetterà al rigoroso ministro di affrontare ogni settimana una tematica inerente alle attività del suo mandato: le varie iniziative di riforma dell’amministrazione, l’attuazione delle politiche per lo sviluppo della Società dell’informazione e delle connesse innovazioni tecnologiche per le pubbliche amministrazioni, i cittadini e le imprese.

L’iniziativa, che ricorda gli appuntamenti radiofonici settimanali tipici di molti presidenti del continente americano da quello degli Stati Uniti al seguitissimo Alò presidente dell’istrionico venezuelano Hugo Chavez, permetterà ai 5 milioni di ascoltatori di Rtl 102,5 di conoscere il Brunetta pensiero.

Tra gli ultimi argomenti toccati dal ministro, e a cui forse dedicherà la prima puntata della sua nuova rubrica, potrebbe esserci il federalsimo. 

Nonostante i pareri opposti dati da alcuni osservatori, Brunetta ritiene infatti che il federalismo fiscale in Italia ridurrà, invece di aumentarli, i divari tra nord e Sud. 

In un intervento pubblicato oggi sul ‘Sole 24 ore’, il principale quotidiano economico nazionale, Brunetta spiega che: “la scommessa è di aiutare la crescita: e al Sud ci sono più margini per ridurre gli sprechi e il divario col Nord e aumentare la produttività”.

“E’ proprio dove si è più indietro – sostiene Brunetta – che vi sono più margini di riduzione degli sprechi e di aumento della produttività e quindi più margine per la riduzione della spesa”.

Se questo diviene il “primo obiettivo” delle amministrazioni meno efficienti, ragiona il ministro, “le aree più arretrate potranno agire su due componenti importanti di attrazione territoriale: una possibile fiscalità di vantaggio 

finanziata dai risparmi ottenuti, e un’amministrazione efficiente, che, a volte, conta ancor più nella competizione territoriale”.

Converrà aspettare la trasmissione radiofonica di domenica per comprendere meglio la teoria di Brunetta. 


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