Birmania, libero U Win Tin
Il collaboratore di Suu Kyi rilasciato dopo 19 anni
Alla soglia degli 80 anni, U Win Tin, è stato liberato ieri, 23 settembre, verso le quattro del pomeriggio, dopo 19 anni di prigione. Con ancora indosso i vestiti da carcerato e lo sguardo incredulo, uno dei dissidenti birmani che ha trascorso il maggior tempo agli arresti, è uscito dal carcere di Insein, a nord dell’ex capitale Yangon (Rangoon).
Riguardo alla sua liberazione U Win Tin, 78 anni, ha dichiarato: “Ne sono venuto a conoscenza stamattina (ieri, ndr.), ma non ci ho creduto. L’ultima volta che mi avevano fatto la stessa promessa, non sono stato rilasciato. Per questo ho rifiutato di togliermi gli abiti da carcerato”.
U Win Tin è fra le 9,002 persone cui il regime militare ieri ha concesso l’amnistia, ma fra di loro i prigionieri politici liberati sarebbero un numero esiguo. Secondo il quotidiano del governo, New Light of Myanmar, gli oltre 9mila carcerati sono stati fatti uscire di prigione per permettere loro di partecipare alle elezioni previste per il 2010.
L’anziano U Win Tin, condannato a vent’anni di carcere con varie accuse, tra cui propaganda anti-governativa, ha annunciato di voler continuare a far politica “perché sono un politico”. L’uomo è stato editore del quotidiano Hanthawaddy, vice-presidente dell’Associazione degli scrittori birmani e grande amico e collaboratore di Aung San Suu Kyi, la leader della Lega Nazionale per la Democrazia tuttora agli arresti domiciliari.
Suu Kyi ha detto di U Win Tin: “E’ stato naturale che coloro che credevano nella libertà intellettuale e nella giustizia fossero i primi a essere coinvolti nel movimento filodemocratico nato in Myanmar (ex Birmania) nel 1988. Fin dall’inizio, U Win Tin ha svolto un ruolo attivo nell’Unione degli Scrittori che è emerso nelle prime settimane del movimento. La sua professionalità indiscutibile e la forza delle sue convinzioni lo hanno reso un obiettivo primario per coloro che si opponevano alla causa democratica.
A un anno dalle ultime rivolte democratiche di un anno fa, scaturite dall’aumento del prezzo del carburante e cui hanno partecipato soprattutto monaci, i prigionieri politici nell’ex Birmania sono circa 2.100. L’ultima arrestata, il 10 settembre scorso, è Nilar Thein, latitante dall’agosto 2007 e ricercata proprio per essere stata fra gli organizzatori delle proteste antigovernative dell’anno scorso. Sul sito di Amnesty International si legge: “Attualmente si trova nel centro di detenzione di Aung Tha Pyay a Yangon, ed è a rischio di tortura e maltrattamenti”.
La giunta militare birmana è al potere dal 1962. Nonostante il movimento di protesta dell’88, lo svolgimento di elezioni libere nel ’90, vinte dalla Lega Nazionale per la Democrazia, e le ultime rivolte di un anno fa, il regime ha continuato a governare il Paese asiatico, reprimendo ogni dissenso.
Francesca Lancini


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