Aumenti al bar
Colpita anche la Camera
Mentre gli ultimi dati mostrano una grave crisi dell’industria automobilistica, l’inflazione morde e il prezzo della benzina si mantiene alto, la crisi colpisce anche i piani alti della politica.
A Montecitorio, in tempi lontani, la buvette e i ristoranti erano famosi per la loro economicità e per la qualità del servizio. Dopo le vacanze i parlamentari e i giornalisti hanno trovato una amara sorpresa, un rincaro sui prodotti del ‘bar’ del Transatlantico e del ristorante self service.
I prezzi sono cresciuti quasi del 50 per cento, lasciando trasecolati gli affamati clienti. Un pranzo alla buvette, per esempio supplì, tramezzino, acqua e frutta, passa da tre euro e novanta a sei euro. Le ‘mini rosette farcite con tonno o prosciutto cotto’ passano da 1,20 a 1,80 euro, mentre quelle con il prosciutto crudo da un euro e cinquanta arrivano a due euro e trenta. Per continuare: medaglioni e piadine da 1,60 a 2,50, tramezzini da 1,20 a 2. Gli yogurt ‘greci’ passano da 1,40 a 1,60 e per una fetta di torta serviranno ora 2,10 euro, invece di 1,80.
La politica dei rincari sembra non aver toccato il caffè, ma lo stesso non si può dire per il cappuccino, che da oggi costa un euro.
Il prodotto che sembra essere stato maggiormente colpito dal rinnovo dei listini è la frutta: una porzione passa da 90 centesimi a 2 euro. Salgono anche i prezzi di spremute, digestivi e aperitivi: un amaro, ad esempio, passa da 1,60 a 2,50 euro, una spremuta di arancia non costa più 1,10, ma ben 1,50. Al ristorante self service, invece, un secondo passa da 3,75 euro a 5 euro, e un ‘pasto tipo’ da 7,50 a 10 euro.
Si dovrà attendere, invece, per sapere se questi aumenti riguarderanno anche i ristoranti per deputati, funzionari e giornalisti parlamentari, che rimarranno chiusi per ancora una settimana.
Non sono previsti aumenti di stipendio per i frequentatori del palazzo.


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