Alla ricerca dei sapori perduti
Una tavola rotonda nella cornice di Cecina per riscoprire il mondo contadino di un tempo lontano
A dare il via ai lavori di Betaconvegni nell’ambito della Borsa europea del Turismo che ha avuto luogo a Cecina, nella splendida cornice di Villa Guerrazzi, è stata una tavola rotonda organizzata dalla Beta in collaborazione con il Consorzio Terre di Piemonte e il Comune di Castelnuovo Bormida, dal titolo ”Il turismo gastronomico riscopre la cucina tradizionale contadina”.
Un angolo di Toscana e l’Alto Monferrato, terra di frontiera fra Piemonte e Liguria, si sono, così, confrontati sugli antichi sapori locali.
Parlare di cucina è stato un pretesto per raccontare il mondo contadino di un tempo lontano in cui i confini del pianeta erano segnati e ogni paese viveva isolato nella sua realtà. La natura del suolo, la posizione geografica e le condizioni climatiche condizionavano l’alimentazione legata alla produzione locale e determinavano le tradizioni alimentari di un popolo. La cucina era povera ma sana ed era espressione della semplicità di costumi di quella civiltà ormai remota.
Poi, a partire dalla seconda metà del secolo scorso per una serie di ragioni legate all’abbandono delle campagne, all’urbanesimo, all’americanizzazione del gusto (chi non ricorda il Sordi del film “Un americano a Roma”) e, in generale, all’evoluzione del mondo occidentale, si è perso il senso della tradizione anche a tavola e si è arrivati a toccare il fondo, con la proliferazione dei fast food che hanno guastato lo stomaco e il gusto a generazioni di giovani.
Oggi, e non solo in Italia, si sta facendo strada la riscoperta di una cucina autentica, che rispetti i cicli produttivi, tant’è vero che a livello europeo è stata istituita una Giornata Europea del mangiar sano, con l’intento di rieducare il palato dei più giovani.
Nell’Alto Monferrato, in questo senso, Castelnuovo Bormida è all’avanguardia.
Il sindaco Cunietti, infatti, è l’ideatore di un Centro di educazione alimentare che ha lo scopo di tutelare la genuinità dei prodotti locali e di avviare una collaborazione fra i paesi al fine di ridar vita alle tradizioni alimentari che connotano le nostre terre.
In questo contesto il libro “Pan e nus mangé da spus” (scritto da Elisabetta Farinetti e presentato a Cecina) trova una ragion d’essere, diventando uno strumento per riscoprire non solo un periodo storico, ma anche sapori e piaceri dimenticati.
Al termine dell’incontro i ragazzi della Pro Loco di San Quirico (piccola frazione di un paese dell’Alto Monferrato) hanno offerto assaggi di antipasti di verdura, mostarda d’uva con formaggetta di Roccaverano, grissini piemontesi e vino Brachetto d’Acqui che hanno suscitato tra i visitatori un apprezzamento entusiastico che li ha colmati d’orgoglio.
L’incontro di Cecina è stato un primo passo per allargare le esperienze individuali e collaborare fra paesi al fine di ritrovare un’identità e una storia.


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