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Alitalia, si parla sulle nuvole

Autore: barbera. Data: lunedì, 8 settembre 2008Commenti (0)

La vicenda Alitalia ha trovato oggi, per la prima volta, modo di uscire dalla propaganda e dal suk delle pretattiche, per toccare un punto concreto: il contratto. Risultato: no immediato di piloti ed assistenti.

Un giornale serio dovrebbe raccontare ai lettori i punti della proposta fatta alle organizzazioni sindacali dalla cordata della ‘nuova Alitalia’. Non è possibile.

L’amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli, ha descritto il contratto come di un sistema con “molti elementi di discontinuità rispetto al passato”. Poi ha aggiunto che “la piattaforma poggia su quattro assi: relazioni industriali, competitivita’, flessibilità e costi”, per concludere: “Sarà strutturato in un’area contrattuale con discipline comuni e discipline speciali”.

Le voci di corridoio su cosa contenga davvero il piano sono numerose e non val la pena di riferirle perchè, come dice  Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil “si continua uno strano negoziato dove non emergono documenti”. L’esponente sindacale ha reso noto che Sabelli ha portato all’incontro solo schede generali della proposta. “Si tratta di sintesi -ha chiarito Rossi- che rendono anche difficile immaginare il confronto. Per parte nostra chiediamo i documenti, sia sul piano industriale che sui contratti. Solo con i documenti sarà possibile farci un’idea. Se questo è, vedo difficile perfino immaginare un negoziato”.

In colloqui informali tra sindacalisti e lavoratori emergeva che il personale e gli aerei verrebbero spostati dove servono, le retribuzioni sarebbero collegate a quanto si lavora, tutto sarebbe quindi basato sulla produttività. La cosa risulta singolare, perchè il cottimo, nelle compagie aeree, non risulta applicato da nessuna azienda al mondo.

Come InviatoSpeciale ha scritto più volte, il ‘salvataggio’ della compagnia di bandiera non riesce ad assumere contorni chiari. Tutte le esternazioni fino ad ora espresse dai nuovi potenziali proprietari sono dichiarazioni di intenti, senza che sia stato reso pubblico ancora alcun dato inequivocabile sul da farsi.

Per fare un esempio, il nodo strategico delle tratte internazionali. C’è il partner, ma poi non c’è. E’ Lufthansa un giorno, British Airways il giorno dopo, poi di nuovo Air France-Klm, che in un comunicato di alcuni giorni fa, però, manifestava la propria disponibilità ad entrare nella Cai solo a patto di poter esaminare i piani economici e finanziari.

All’incontro in corso al Ministero del Lavoro sono presenti, oltre a Sabelli, le nove sigle sindacali, i consulenti del dicastero e il responsabile Relazioni Industriali di Alitalia, ma la seduta è stata sospesa, riprenderà nel pomeriggio. Pausa di riflessione.

Anche le modalità con le quali si svolgono gli incontri tra sindacati, Cai e governo risultano singolari. La dichiarazione di insolvenza della società è stata depositata in Tribunale e la Procura di Roma ha avviato accertamenti per capire se si profila l’ipotesi di reato di bancarotta. Agli atti c’è anche l’esposto presentato nello scorso luglio dal Codacons e nel quale si ipotizza il grave reato. Sono già in programma, in procura, una serie di riunioni per fare il punto della situazione e per organizzare il lavoro. L’iniziativa della magistratura romana non ha rapporti sul futuro assetto di Alitalia, ma è indubbio che una crisi della proposta Cai avrebbe ripercussioni drammatiche per tutti i dipendenti.

La pacifica rilassatezza con la quale si svolgono gli incontri, che dovranno concludersi in una settimana, ma nei quali non si arriva ancora a disporre di elementi inequivocabili di discussione, rende la trattativa una partita a scacchi senza scacchiera. Tutti hanno paura delle conseguenze disastrose di un fallimento, ma la fragilità delle basi di partenza è tale da non permettere a nessuna delle parti di dicharare una cosa qualunque. Così ci si riunisce ed a fine giornata si ricomincia da capo. Ancora il numero dei dipendenti licenziati è ignoto, interpretato si, ma mai dichiarato nero su bianco.

Su tutto, lo scoglio fino ad ora sottovalutato dell’antitrust dell’Unione Europea. “Il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes, tiene d’occhio il caso, trattandosi di aiuti di Stato”, ha detto Jonathan Todd, portavoce del commissario, parlando del dossier Alitalia.

Nel frattempo una cosa è certa, per piloti ed assistenti il piano è, al momento,  “irricevibile”. E domani?

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