cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Alitalia, lavori in corso

Autore: . Data: giovedì, 25 settembre 2008Commenti (0)

Oggi un’assemblea del personale aderente alle sigle aziendali. Air France-Kml disposta ad entrare nella Cai. Soluzione vicina? Molti i punti ancora oscuri. I sindacati stamattina a palazzo Chigi.

Secondo l’agenzia Reuters, ci sarebbero stati incontri tra Gianni Letta e Cai, dirigenti, sindacalisti e un ex amministratore delegato di Alitalia, ora consulente di Air france-Klm, Francesco Mingozzi.

Secondo l’autorevole agenzia di stampa inglese nelle conversazioni, il collaboratore della compagnia franco olandese avrebbe considerato la possibiltà di un intervento delle linee aeree d’oltralpe nel capitale Cai tra il 15 e il 25 per cento, nel caso la cordata rinnovasse la sua offerta, al momento ancora formalmente ritirata. Tuttavia, c’è una frase nell’articolo della Reuters che ha grande valore. “The carrier has previously said it could take a minority stake in Alitalia if it turns profitable”, che vuol dire una disponibilità legata ad una redditività di gestione.

Sempre la Reuters, subito dopo, fa notare che i media italiani avavano parlato di un interesse di Lufthansa, nonostante la compagnia tedesca abbia dichiarato di non essere interessata ad una acquizione diretta senza una preventiva soluzione dei problemi e della compagnia venezuelana Aseca. Gli inglesi fanno notare anche che i sudamericani hanno negato di avere una qualsiasi intenzione di venire in Italia.

Insomma, come si vede, il tono rassicurante della stampa nazionale si incontra con un certo distacco degli osservatori stranieri.

I nodi centrali della vertenza e cioè il drastico ridimensionamento della compagnia, l’inesistenza di un piano industriale serio, il contratto aziendale, la fraglità della cordata, l’assenza  di know how nel campo dell’aviazione civile di Cai rimangono immobili macigni a pesare sulle prospettive di un successo non della trattativa, ma del senso stesso del salvataggio.

Ovunque si da per archiviato il progetto di rifondazione dell’azienda preparato da Cai, senza che sia mai stato reso pubblica non una sintesi, ma l’intero sviluppo dello studio di fattibilità.

Il premier non ha perso l’occasione per attaccare gli avversari politici ed ha detto di Veltroni: “La colpa del fallimento dell’accordo con Cai è sua”. Quasi a prefigurare un nuovo colpevole, da aggiungersi al lungo elenco già stilato da altri gli esponenti del governo, tra i quali la Cgil e i piloti. Sarà per evitare di trovarsi coinvolto, in un prossimo futuro, coinvolto in un probabile esito negativo?

Mentre il ministro Sacconi, da più parti indicato come uno dei responsabili delle difficoltà che le trattative hanno incontrato durante il loro svolgimento per il suo atteggiamento intransigente, ha detto “Il buon senso si sta facendo strada in tutti”, il suo collega di governo Metteoli ha più cauto sostenuto: “Parlare di ottimismo è un pò troppo, dire che si sono riaperte le speranze invece sì. Non credo però che il piano industriale possa essere toccato. È un piano che richiede sacrifici oggi, ma ha prospettive in futuro”.

La domanda rimane sempre la stessa: se Cai non intende cambiare nulla delle proposte fino ad ora avanzate, perchè dovrebbe essere accettato oggi quello che ieri non convinceva gran parte del personale della compagnia?

Una strategia di ultimatum, ricatti ed infine la pistola alla tempia, a prescindere dalla drammatiche condizioni in cui è Alitalia, non permette di essere tranquilli sul modo in cui si ritiene di dover affrontare la contrattazione in Italia.

Dalle soluzioni condivise e dalla collaborazione tra le parti sociali e politiche si è arrivati ad una cultura dei dictat, prendere o lasciare. E’ accaduto per la scuola, per il dibattito parlamentare, per le questioni di giustizia, per l’ordine pubblico.

Alcune notizie, circolate in tarda serata, davano la Cgil vicina alla firma dell’accordo con Cai. Cosa è cambiato in queste ore? La convocazione di tutti i sindacati questa mattina a Palazzo Chigi da parte del governo forse chiarira i numerosi angoli grigi.

Nel pomeriggio, alle 15, si svolgerà a Fiumicino un’assemblea indetta da SdL intercategoriale, Anpac, UP ed AVIA ed alla quale parteciperanno personale di terra, assistenti di volo e piloti di Alitalia.

Insomma, la situazione appare quanto meno interlocutoria.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008