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Alitalia: domenica di movimenti

Autore: . Data: lunedì, 22 settembre 2008Commenti (1)

La domenica è stata attraversata da dichiarazioni e disperati tentativi di evitare il fallimento della compagnia. Berlusconi continua a sparare sulla Cgil.

Ha cominciato Eugenio Scalfari, con il consueto articolo della domenica su ‘la Repubblica’. Il fondatore del quotidiano romano, sostenendo che il progetto della Cai era orientato verso una “discontinuità a 360 gradi: nell’organizzazione delle rotte aeree, degli aeroporti, dei velivoli, dei debiti, del personale di terra e di volo e dei rispettivi contratti. Discontinuità sommamente sgradita ai creditori di Alitalia, ai suoi azionisti privati, ai suoi dipendenti, cioè a tutti coloro che avrebbero dovuto pagare il conto di un dissesto annunciato da molti anni. Colaninno questa capacità l’ha dimostrata in precedenti occasioni ma in questo caso la sua presenza al tavolo è stata minima. È entrato in scena il penultimo giorno e ne è uscito subito. Anche il ruolo di Gianni Letta è stato molto modesto. Berlusconi praticamente non s’è mai visto salvo per pochi minuti. Tremonti, diretto azionista dell’Alitalia, assente anche lui. L’unico negoziatore al tavolo è stato il ministro Sacconi. Una frana”.

Scalfari, quindi, ha lanciato una pietra nello stagno: “Ancora ieri il presidente del Consiglio ha ribadito che le soluzioni sul tappeto sono soltanto due: accettare il piano industriale di Colaninno o il fallimento. Ma non è così. La procedura impone a Fantozzi di sollecitare altre offerte di acquisto per l’Alitalia, in blocco senza discontinuità oppure soltanto per una parte degli asset. Se il commissario di Alitalia si sottraesse a questo suo urgente e inderogabile compito verrebbe meno ai doveri del suo ufficio e sarebbe passibile d’esser messo sotto accusa da parte della Corte dei conti per aver causato grave danno erariale alle casse dello Stato”.

Eccolo in nodo del momento, abilmente glissato nella sua essenza dai soliti media distratti. La trattativa esclusiva con Cai è stata una scelta ‘politica’, nulla si è fatto per cercare in ogni caso altri soggetti interessati. Non a caso poche ore dopo si apprende da fonti credibili che domani sul sito Internet di Alitalia ci sarà un annuncio con l’invito a presentare manifestazioni d’interesse per l’acquisizione degli asset della compagnia aerea. L’invito a presentare manifestazioni di interesse, dal punto di vista tecnico, è una procedura diversa rispetto all’asta pubblica. Lo stesso annuuncio, sempre secondo gli stessi ben informati,  sarà replicato martedì prossimo su tre quotidiani italiani e uno internazionale.

Intanto un po’ da tutti fioccavano le dichiarazioni.

Rutelli ha affermato: ”Si tratta di fare in modo che Alitalia, e il commissario in prima persona, prenda in mano la possibilità di una mediazione che a mio avviso esiste, per trovare una soluzione…Ci siamo parlati anche con Epifani e  ho trovato una disponibilità che deve venir colta da tutti…Nessuno  si metta sulla trincea per dire tu hai torto, tu hai sbagliato, quella scelta è dannosa. Si faccia in modo di trovare un compromesso che salvi l’interesse di tutti…Ho cercato negli ultimi giorni di favorire una ripresa di contatto, perchè se i muri restano alti e Alitalia fallisce, nessuno può ridere ma tutti dovremo piangere…ho cercato di ricollegare alcune persone che si erano forse bruscamente separate. Io spero che prevalga il buonsenso, perchè non è un tema maggioranza-opposizione. E’ un tema per cui si tratta di salvare questa azienda e il futuro del trasporto aereo in Italia”. Insomma l’ex sindaco di Roma si propone come mediatore.

Intanto, Antonio Divietri, presidente di Avia (assistenti di volo), comunicava: “Alitalia va salvata a ogni costo. Se domani si presentasse Lufthansa, siamo pronti a firmare il loro contratto con un taglio del 30 per cento in busta paga, a garantire 4 anni di pace sociale e due anni di contributi previdenziali, pari a 200 milioni di euro…Dal tavolo della trattativa entrambe le parti si devono alzare con la consapevolezza che non si poteva ottenere di più. Non va bene se una parte gioisce e l’altra soffre”.

Pierluigi Bersani, ministro dell’Economia del governo ombra del Pd, a sua volta dichiarava: “Bisogna che qualcuno tenga il filo logico della vicenda. E’ incredibile che il ministro Sacconi continui a rifiutare ogni iniziativa per favorire una ripresa di contatto tra i sindacati e Cai. Qualcuno intervenga…Il commissario Fantozzi annuncia di voler fare quello che si sarebbe comunque dovuto fare per dare almeno una fragile parvenza di regolarità alla procedura. Ma quel che conta è la sostanza. Si dovranno vedere le caratteristiche della chiamata di interesse annunciata visto che si è data fin qui l’esclusiva delle informazioni a Banca Intesa addirittura con decreto. Soprattutto bisogna capire come il Governo accompagni politicamente l’iniziativa del commissario visto che a nessuno piace essere un ospite sgradito”.

Fabio Berti, presidente dell’Anpac, associazione dei piloti è anche lui interessato alla ripresa di una trattativa: “Sono perfettamente d’accordo con Epifani: il commissario Augusto Fantozzi è la persona giusta sia per mediare con Cai, sia per trovare soluzioni alternative…Noi siamo disponibili al confronto  su ogni tema e a fare sacrifici. Abbiamo dato più volte la nostra disponibilità a fare passi avanti ma ci siamo trovati di fronte a degli ultimatum che hanno peggiorato la situazione. Voglio ricordare a tutti che il contratto dei piloti è legato ai principi di sicurezza delle operazioni di volo e non si possono escludere associazioni che rappresentano il 90 per cento della categoria. I piloti sono disponibili ad accettare un qualsiasi contratto europeo scelto tra Lufthansa, Air France o British Airways, decurtato fino al 30 per cento nella parte economica. Questo perchè non ci siano dubbi sulla volontà di fare sacrifici, lavorare di più e non difendere alcun privilegio…E’ vero, hanno ragione, al momento non ci sono. Speriamo in Fantozzi per nuove opportunità anche se vogliamo riaprire il dialogo con la stessa Cai…Questo è incomprensibile perchè è una strada che chiude ogni forma di dialogo ed è strano che il governo che dovrebbe mediare sia ancor più radicale della stessa Cai”.

Da parte sua l’Anpac rilanciava: “In più occasioni il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha lasciato intendere che una delle motivazioni per cui si potrebbe riaprire il tavolo con Cai, ma solo per firmare e non certo per trattare ancora, sarebbe la ‘ovvia’ resistenza alla riapertura del confronto sui temi di merito da parte delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo…sarebbe necessario un segnale chiaro in senso contrario di Cisl, Uil e Ugl che, nell’ambito di una eventuale ripresa della trattativa, potrebbero trovare spazio per migliorare, fosse anche solo leggermente, i contenuti dell’accordo firmato”.

L’Anpac ha auspicato quindi che, “al più volte reiterato richiamo al massimo senso di responsabilità rispondano positivamente anche Cisl, Uil e Ugl, dando l’assenso al ministro del Lavoro per una riapertura del confronto sui temi di merito volto alla definizione di una celere soluzione della questione Alitalia che sta ormai logorando il Paese”.

Anche Umperto Bossi ha sentito il bisogno di parlare di Alitalia:”Il sindacato non ha capito che quella non era una trattativa normale e che bisognava prendere o lasciare… Il sindacato  l’ha presa come una trattativa normale, ma quella era la vita o la morte di Alitalia; una questione di vita o di morte. Adesso la cosa peggiore è fare fallire Alitalia. Si deve evitare. Tutto il resto viene dopo, perche’ vorrrebbe dire mettere sulla strada i piloti e un sacco di gente, e sarebbe un grandissimo errore…è importante per Malpensa, perchè i suoi aerei danno vitalità a questo aeroporto”. Sul possibile ingresso di Lufthansa nella trattativa, Bossi ha poi aggiunto di essere stato “favorevole a mandare un uomo a trattare con i tedeschi”.

Da notare due episodi singolari. Un intervento del dichiaratore ad oltranza Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: “Come dicono i sindacalisti più saggi, i dipendenti Alitalia facciano sentire la loro voce per evitare il fallimento che la sinistra ricerca per ragioni politiche e altri sventurati per irresponsabilità. Non c’è alternativa alla Cai. Le garanzie per dipendenti sono forti. Alcune caste interne portano tutti al massacro dall’alto dei loro ricchi conti correnti. Parlino i lavoratori per salvare l’Alitalia dai privilegiati che la distruggono”. Il politico di centro-destra, probabilmente all’oscuro degli argomenti sui quali interveniva, non ha seguito il dibattito dell’intera giornata sulla necessità di trovare nuovi interlocutori. Neppure delle ripetute dichiarazioni di piloti ed assitenti di volo, che in diverse occasioni, hanno fatto presente di ricevere stipendi in linea (se non inferiori) a quelli dei loro colleghi impiegati in compagnie straniere.

Infine il TG1. Nell’edizione delle 20 la ferrea regola della ‘par condicio’, che impone agli italiani ogni sera una serie di interviste a tutti i partiti sugli argomenti più vari, ma senza mai dimenticare nessuno per garantire il ‘contraddittorio’, per l’occasione è stata dimenticata. Il telegiornale più ascoltato del Paese ha invitato in studio un comandante di Alitalia, donna, Antonella Celletti, favorevole alla trattativa con Cai e rappresentante di una posizione che non sembra raccogliere molti seguaci. Nessuno di fronte al pilota per spiegare agli ascoltatori il pensiero della maggior parte dei lavoratori della categoria. Anche questo è un segnale della libertà di informazione in Italia.

Al varco equipaggi la domenica è passata tra grandi discussioni. I dipendenti di Alitalia non in servizio come sempre hanno presidiato l’accesso all’areoporto a loro dedicato. Qualcuno ha scritto su un ‘tazebao’ alcuni pensieri: “Non lottiamo solo per i nostri soldi, lottiamo per la nostra vita: dignita!”. “Precari di terra e di volo: invisibili”, “Con un caimano non trattiamo”. “Non rinuncio alla mia dignita’ di lavoratore”.

La settimana si annuncia densa di approfondimenti televisivi. Da Sky a Lerner sulla 7, Santoro e forse ancora Ballarò. Il presidente dell’Anpac, Berti, sarà domani ad ‘Otto e mezzo’, con Lilli Gruber.

Si spera in una maggiore qualità dell’informazione. Tuttavia sembra impossibile per gli organi di stampa, scoprire che dentro Alitalia sono centinaia di precari (chiamati stagionali), centraliniste, operai, autisti, addetti al movimento merci, meccanici, ecc. Così come, nel caso di un collasso della compagnia, gli effetti della tragedia riguarderebbero altre decine di migliaia di lavoratori che operano nell’indotto, in particolare a Roma e nel Lazio. Per inspiegabili motivi la compagnia viene descritta come il regno di piloti ed assistenti di volo, anche sfruttando una immagine negativa di queste categorie, in gran parte prodotta da notizie inesatte.

Questa la fredda cronaca della giornata di ieri. Oggi il lavoro delle diplomazie segrete proseguirà, anche se non si può nascondere che il dilettantismo fino ad oggi imperante in tutta la vicenda non autorizza alcun ottimismo. Perchè oltre i problemi complessi legati al salvataggio l’inadeguatezza dei rappresentanti del governo e la rigidità della Cai non sono stati elementi utili per raggiungere un risultato in grado di scongiurare non solo il crack dell’azienda, ma anche un dramma sociale per oltre ventimila persone.

Il presidente del consiglio, intanto, non appare interessato al salvataggio, ma impegnato piuttosto ad attaccare la Cgil. In un’intervista Berlusconi ha detto: “Il sindacato è irresponsabile, agisce per far saltare l’accordo senza pensare ai danni per il Paese. Sono degli irresponsabili. Non guardano al bene del Paese e ai guai sociali che potrebbero derivarne. Stanno facendo di tutto per far saltare l’accordo. Hanno perfino definito gli imprenditori della cordata Cai dei “banditi”, con il risultato di scoraggiarli e demotivarli. Ora la loro ricetta produrrà disoccupazione e disastri. Ma loro vanno avanti… Che roba! Incredibile”.

Il gioco dello scaricabarile è il preferito dal premier.

Mai si deve dimenticare che Alitalia è il posto di lavoro, cioè il luogo della sopravvivenza, per migliaia di donne ed uomini che rischiano con il fallimento di vedere la propria esistenza devastata.

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Commenti (1) »

  • cupido ha detto:

    Ho avuto modo di apprezzare da poco gli articoli di “inviato speciale” ed in particolare quelli riguardanti le vicende Alitalia che mi toccano da vicino. Finalmente qualcuno scrive la verità e “comunica” notizie vere che danno la possibilità a chi non conosce l’argomento di capire cosa sta realmente accadendo.
    Complimenti.
    Emanuela

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