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Alitalia a Ballarò: confusione

Autore: barbera. Data: mercoledì, 24 settembre 2008Commenti (1)

Informazione dopata. Ieri sera è stata la volta del programma di Raitre.  Al limite del dilettantismo si è parlato inseguendo luoghi comuni e inesattezze.

In studio ospiti di tutto rispetto: il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, il presidente degli industriali di Roma Luigi Abete, il presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà, il giornalista Gian Antonio Stella, Enrico letta del Pd. In collegamento il presidente dell’Anpac, Luca Berti.

Epifani, subito pressato da Scajola ed Abete,  ha cercato di spiegare come non risponda a nessun criterio democratico un comportamento nel quale una organizzazione firma un contratto per conto di una categoria che non rappresenta. Ha, poi, tentato di elencare molti dei nodi della trattativa, ma in un contesto nel quale si saltava da una tabella ad un’altra cosa, afferrando e lasciando argonenti senza alcun ordine logico.

Tuttavia, l’aspetto particolare della discussione era di partenza. C’era, per così dire, un conflitto di interessi.

Da un articolo di Sergio Rizzo per il ‘Corriere della Sera’: “Con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D’Albenga, collegio elettorale dell’allora ministro dell’Interno. Numero massimo di passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come responsabile dell’Attuazione del programma, fu ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta”.

Antonio Stella e Rizzo da tempo si cimentano nel difficile contrasto della ‘casta’, ma per l’occasione Stella ha evitato di ricordare al ministro che non era davvero il caso di parlare di sacrifici per personale e piloti, essendo stato lui stesso protagonista di uno dei piccoli sperperi della compagnia di bandiera.

In un scheda si è, come sempre, mostrato l’applauso per il ritiro dell’offerta Cai, senza e come al solito mandare in onda la frase con la quale il sindacalista che aveva annunciato ai lavoratori la decisione della cordata spiegava la situazione e richiedeva serietà da parte di tutti.

Al comandante Berti si è ripetuta la falsa notizia sui pericoli per i passeggeri (che deriverebbero da stress dei piloti a causa della situazione in cui versa la compagnia) e il rappresentante dell’Anpac ha dovuto spiegare per l’ennesima volta di non aver mai detto una cosa del genere.

Poi si è passati agli stipendi, senza tener conto dell’alta specializzazione richiesta ad un pilota di linea. Si è allora costuito un paragone tra le retribuzioni del personale di volo di Alitalia ed una commessa che deve fare un secondo lavoro, la dog sitter. Non con un primario ospedaliero o un dirigente d’azienda, che forse sarebbero più assimilabili per competenze richieste.

Ad una assistente di volo è stato chiesto quanto guadagnasse. Alla risposta: “circa 1500 euro al mese”, tutti sembravano stupiti e la signora ha invano cercato di raccontare le caratteristiche del tutto particolari della sua attività professionale. Stella ha messo in dubbio le parole della lavoratrice, lasciando la donna con una strana epressione interlocutoria.

Il resto della puntata di Ballarò si è mossa sempre sulla stessa linea. Nessuno ha cercato di capire il ruolo di Airone nella acquisizione di Alitalia, ma si è chesto a Catricalà, garante per la concorrenza, come saranno tutelati i consumatori.

Il garante ha detto: “Non è una sospensione totale delle norme Antitrust. Noi conserviamo poteri in tema di abuso di posizione dominante. Ad esempio non potranno fare quello che vogliono né sulla rotta Milano Linate-Roma né su altre rotte dove operano solo loro. Per di più a tutela di consumatori imporremo tutta una serie di norme relative alla puntualità dei voli e alla qualità del servizio e naturalmente interverremo con sanzioni molto pesanti se ci fossero discriminazioni o ingiustificate tariffe”.

Insomma, alla fine un cittadino, già poco informato era più confuso di prima.

A tarda sera, secondo non verificate fonti giornalistiche, sembrerebbe che nell’incontro a Palazzo Chigi tra Colaninno e Sabelli, presidente e ad di Cai, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sia emersa la volontà della Compagnia aerea italiana di rientrare in gioco.

Sempre secondo queste voci Cai non avrebbe alcuna intenzione di modificare le proposte di contratto già rifiutate nei giorni scorsi da piloti ed assistenti di volo.

Durante il programma il comandante Berti, ribadendo l’opposizione della categoria al contratto proposto dalla cordata, “una paginetta A4″, ha detto: “Noi siamo disposti a discutere su uno dei contratti applicati da Air France -Klm, Lufthansa o qualisiasi altra grande compagnia e di decurtare i compensi offerti a quei piloti del trenta per cento”.

I giorni che separano Alitalia dal giorno ‘X’ sono pochi ed Epifani, nel corso del dibattito a Ballarò, ha fatto notare tra gli applausi che “una trattativa che si ferma non ha senso in una sitiuazione tanto difficile, io sono abituato a sedermi ad un tavolo e ad andare avanti ad oltranza finchè non si trova un accordo”.

Quale accordo è possibile con chi non intende modificare a nessun costo e in nessun modo la propria posizione? Cai, per intendersi.

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Commenti (1) »

  • susi ciolella ha detto:

    .buona sera sono l’ assistente di volo che quella sera è stata intervistata in trasmissione, qualcuno mi ha accusata di arroganza,ma vorrei precisare che tentavo soltanto di spiegare la particolarità del mio lavoro,la mia professionalità , ritengo che un professore abbia il diritto di guadagnare uno stipendio superiore a 1200 euro ma è assolutamente fuori luogo paragonare due professioni cosi diverse…forse se cominciamo ad appoggiarci come lavoratori e come cittadini invece di fare le guerre dei “plebei” dimostreremo che la vera italianità la fanno le persone e non gli slogan… grazie susi

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