Alba Parietti e la Tv del futuro
Gli spettatori sono abituati a guardare la televisone e ad ascoltare il pensiero di chi sta dentro il magico elettrodomestico. I programmi offrono spazio ad una strana categoria di professionisti: quelli dell’opinione.
Nel numero della patinata rivista ‘Vanity Fair’, in edicola oggi, è pubblicata una lunga intervista alla signora Alba Parietti. InviatoSpeciale è di solito molto critico nei confronti del gossip giornalistico, ma questo articolo merita una citazione.
Non perchè le alterne fortune dell’onnipresente commentatrice-opinionita siano rilevanti per i destini della nazione, ma per la straordinaria fotografia che emerge di un mondo. Non dell’Italia, naturalmente, ma della separazione, ormai incolmabile, tra l’autoreferenzialità di alcuni media e il resto del Paese.
La rinuncia.
Berlusconi avrebbe promesso, molti anni fa all’eterna quarantenne, un contratto per nove miliardi di lire. Alba rifiutò, ma adesso è pentita: “Facciamo 4 milioni di euro e non se ne parli più. Come li vorrei adesso. Come sono stata sciocca allora. Al solito, mi ha convinta un uomo: Stefano Bonaga (antico fidanzato e docente di Antropologia filosofica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna, ndr)”.
La politica.
Dall’articolo apprendiamo che Il premier aveva organizzato un incontro ad Arcore. “Mi voleva come donna forte delle sue reti. Allora ero “la coscialunga del Pds di Achille Occhetto”. Il mio fidanzato, Stefano Bonaga, mi martellò per una settimana dicendomi che, per una questione di coerenza politica, non potevo accettare di “passare al nemico”. Andammo in villa e, mentre lui faceva il simpaticone con il Cavaliere, io mi ero convinta che al “diavolo” non potevo vendere la mia anima di sinistra. Finì che Bonaga, il filosofo rosso, si prese a pacche sulle spalle con l’attuale premier e io restai convintamente povera”.
Berlusconi, la sinistra e la maturità.
La signora Parietti da allora è maturata. Per quanto non si ricodino più programmi nei quali abbia ‘lavorato’, ma solo partecipazioni a salotti più o meno surreali, oggi è più consapevole dello stato dei rapporti tra politica e comunicazione in Italia: “Meglio un “battutaro” (Berlusconi, ndr) che ti squadra sfrontato da capo a piedi, che questi smidollati dei miei “compagni” di partito. A sinistra non hanno mai capito nulla di comunicazione: sono prigionieri di una presuntuosa ottusità”.
Mai perdersi d’animo.
Considerate le scarse gratificazioni professionali che la televisione le offre, la signora Parietti ha un sogno: “Spero solo che mi aiuti a realizzare un desiderio: vorrei essere la testimonial della campagna per la sicurezza sulle strade italiane. Chi meglio di me dopo tutte le disgrazie che mi sono capitate in macchina? È un progetto che avevamo affrontato anche con l’ex ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Tante riunioni e poi non se ne è fatto niente. Ora ho telefonato alla segreteria del Cavaliere, mi hanno richiamato subito. Vedremo…”.
Il micione.
Nell’articolo è contenuta una parte di difficile decifrazione, per cui la riportiamo così com’è. L’intervistatore e la signora erano in auto.
Intervistatore: “…E lei, al volante, non la finiva più di messaggiare con il cellulare. Chi è?”
Parietti: “Quel bastardo inutile del micione mangia m…”.
Intervistatore: “Prego? E se ne uscì con la storia di un fantomatico uomo che rappresenterebbe lo stereotipo di aspirante macho fallito più diffuso al momento. Nomi si rifiutava di farne, in più dovevamo giurare che non avremmo aperto bocca. Siamo rimasti all’ascolto, basiti. Almeno quanto dalla sua prontezza nel denudarsi per queste foto esclusive a bordo di uno sciccoso yacht Apreamare 48 piedi al largo di Saint-Tropez, ultima tappa della sua estate da single. Sei mesi dopo come procede il suo scontro con il «micione mangia m…?”.
Parietti: “Ultimo avvistamento a Panarea. Ha ormeggiato la barca a Drautto, davanti a casa mia. A bordo aveva due orribili signorine brasiliane, sarebbero il suo ultimo misero trofeo”.
Intervistatore: “Come nasce questo epiteto di ‘micione’ dal palato poco raffinato?”
Pareitti: “È un genere di mammifero che vuole apparire signorile. Ostenta generosità, prestazioni sessuali eccellenti, spara balle gigantesche con la semplicità con cui un cane ti riporta l’osso, ma è micione perché la sua vanità lo induce a strusciarsi sulla vita degli altri. Mangia rozzamente, ma spende molto per farlo. E l’unico modo per tenerlo a debita distanza è servirgli di tanto in tanto una bella scatoletta di m…”.
Non andiamo oltre, anche se c’è ben altro ‘oltre’.
Nelle lunghe serate invernali, nei pomeriggi vuoti della domenica, in occasione di elezioni o efferati delitti, approfondimenti sul caviale e analisi della crisi Alitalia, la televisione italiana è prodiga nel permetterci di conoscere il parere della nostra ‘Alba nazionale’. Da Vespa a ‘Porta a Porta’ o da Giletti ‘nell’Arena’. La signora, per la verità, è in buona compagnia: non vorremmo scontentare i suoi giulivi compagni di avventure. Tra sgabelli o poltrone bianche l’impegno è chiaro: non è necessario saper recitare, neppure cantare o ballare, scrivere o far di conto. Una cosa, tuttavia è indispensabile, esser bravi a chiacchierare. E si guadagna bene, che non stona.
Il Paese è in una situazione difficile e l’inverno si annuncia duro. Da noi, mentre sui mercati internazionali il petrolio scende di prezzo, la benzina rimane ferma al palo e, poi, gli stipendi, il lavoro, la scuola…
La leggerezza è un bene raro, ancor più importante quando all’orizzonte ci sono nuvole. L’allegria è una dote indispensabile per vivere giornate piene, divertenti, amabili. La simpatia è un pregio utile e corroborante, perchè facilita la vita sociale, le amicizie.
E la competenza? Le capacità? L’eleganza? La cultura e mille altre cose?
La separazione tra il Paese e il Barnum mediatico è sintetizzata in quest’intervista. Le qualità, per la televisione, pubblica o privata, non ha valore. E i cittadini, un po’ alla volta, si sono abituati a farsi ‘rappresentare’ da chi neppure è in grado di immaginare la giornata di un macchinista delle ferrovie, di un infermiere, di uno studente fuori sede. Così l’Italia rischia di scomparire, sostuita da ‘micioni’ in barca a Panarea. Nei mezzi comunicazione, perchè il fenomeno dell’inutile investe anche i grandi medium ‘autorevoli’, non solo i giornali del pettegolezzo.
Non si tratta di essere seriosi, si tratta di esser seri. Saprà esserlo almeno la televione pubblica nei programmi che stanno per andare in onda nel nuovo palinsesto?
Roberto Barbera


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